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Agricoltura, Vaccari (Crea): “Servono investimenti mirati su Tea, bisogna correre”

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Roma, 14 mar. (Labitalia) – “L’Italia ha investito sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) da almeno cinque anni con il progetto Biotech finanziato dal ministero, che si è concluso e che ha prodotto varietà di vite, pomodori, melanzane, mele che sono molto resistenti a determinate fitopatologie e più resilienti. Il problema è che la legge attuale, che risale al 2003, associa le nuove tecniche che utilizzano lo stesso Dna ai vecchi Ogm che invece non c’entrano nulla. Purtroppo la legge è molto vecchia bisogna cambiarla perché altrimenti non si può fare la sperimentazione in campo perché si può vedere se la sperimentazione funziona nei diversi areali italiani”. E’ quanto ha detto Stefano Vaccari, direttore generale del Crea, a margine della presentazione del documento (position paper) “Nuove tecniche genomiche ovvero Tea” elaborato dal Cluster Agrifood Nazionale, dal Crea e da Federchimica Assobiotec.

“La questione europea si porrà per la commercializzazione di queste tecniche. I prodotti ottenuti da ‘genome editing’ in questo momento sono legati alla normativa Ogm anche in Europa. – ha precisato Vaccari – Ci sarà una norma europea ma dubito che arriverà prima della fine della legislatura europea. E quando arriverà dobbiamo essere pronti con i prodotti”. “Altri Paesi come Spagna, Regno Unito, Israele, Usa, e Paesi del Sudamerica, stanno già sperimentando in campo queste nuove Tea anzi, in alcuni casi i semi ottenuti sono stati già commercializzati in Italia, e sono semi non distinguibili da quelli tradizionali perché hanno lo stesso Dna” ha aggiunto.

“Noi, come ricerca agricola, abbiamo bisogno di investimenti specifici che non ci sono da alcuni anni, abbiamo bisogno di un nuovo Biotech, senza un investimento importante e mirato non saremo pronti per la sperimentazione di ulteriori sviluppi. Bisogna correre, è indispensabile ottenere risorse” ha concluso Vaccari.