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8 marzo: Tinagli (Pd), ‘rivoluzione in leadership politica porti più donne a vertici partecipate’

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Roma, 8 mar. (Adnkronos) – “L’onda che parte dai vertici delle istituzioni e della politica italiana, con la novità rivoluzionaria di due donne che guidano i principali partiti di governo ed opposizione , in un rinnovato bipolarismo a leadership femminile , deve arrivare a coinvolgere la vita vera di tutte le donne. Come ha scritto nel suo libro la professoressa Lisa Levenstein, ‘non ci hanno visto arrivare’. E giustamente Elly e Giorgia rivendicano questo fattore come un elemento di forza anziché di debolezza. Un vantaggio di potere che trasmette l’inizio di un cambiamento reale ma che deve essere concretizzato, per divenire effettivo, nell’estensione dei diritti per tutte. Altrimenti si rischia di restare fermi ai proclami”. Così sui social la presidente della commissione Econ a Bruxelles Irene Tinagli del Pd.

“Bene dunque , ma aspettiamoci (e chiediamo!) molti cambiamenti dalla rinnovata leadership femminile che esiste in Italia e pre esiste a Bruxelles. In Europa infatti il cambiamento è già emerso negli ultimi anni: da quando sono stata eletta al Parlamento europeo abbiamo visto Ursula von der Leyen Presidente della Commissione europea, Christine Lagarde a capo della BCE, Roberta Metsola alla guida del Parlamento europeo, Mairead McGuinness Commissaria ai servizi finanziari”.

“Segnali incoraggianti, dicevamo, se la parità riguarderà tutte le donne, in tutti gli ambiti professionali e a tutti i livelli, non solo per i ruoli di vertice. La strada è giusta ma è ancora lunga : la parità occupazionale è lontana :nel 2021 il tasso di occupazione femminile si ferma al 49,4% contro il 67,1% di quello maschile. Colmare questo gap significherebbe aumentare il Pil del 12,4 %. Meglio per tutti, meglio per il Paese. Quindi: tante donne, in ruoli chiave e nelle professioni. Mi aspetto ad esempio una rivoluzione sulle nomine delle partecipate che dovranno arrivare presto: se la direzione del vento del potere è cambiato davvero, non possiamo tenerla chiusa in poche stanze”.