Covid: atti inchiesta, ‘catena comando difettosa’, Brusaferro a Oms ‘in Italia è caos’
Milano, 4 mar. (Adnkronos) – “Dalle indagini è emerso che il sistema di risposta emergenziale messo in piedi dalla presidenza del Consiglio dei ministri sembrerebbe aver difettato in chiarezza e linearità riguardo la linea di comando”. E’ quanto emerge nelle conclusioni degli atti di chiusura indagine della procura di Bergamo sulla diffusione della pandemia e sulla mancata zona rossa in Val Seriana.
“Inizialmente, la gestione dell’emergenza era stata affidata, senza definire nel dettaglio i poteri, al commissario Borrelli, il quale doveva avvalersi delle competenze del Cts, il quale, a sua volta, avrebbe dovuto assisterlo e consigliargli quali provvedimenti adottare, benché poi fosse comunque il ministero della Salute ad emanare le circolari necessarie a fornire indicazioni sanitarie alle Regioni”. Il tutto senza dimenticare il Cts “non è stato solo un organismo di consulenza per il commissario, così come previsto, ma ha anche fornito pareri all’organo politico” e che a metà marzo è stato nominato un altro commissario, Domenico Arcuri, per l’attuazione e coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza Covid.
“La molteplicità delle strutture coinvolte e l’assenza di una chiara linea di comando e coordinamento non ha consentito di agire in maniera immediata ed efficiente ai quesiti per fronteggiare le esigenze emergenziali. Ciò ha determinato un accavallamento di ruoli e la frammentazione di responsabilità che hanno concorso a offuscare qual era in realtà la linea di comando e coordinamento”. Lo stesso presidente dell’Iss Silvio Brusaferro riferiva in una chat a Benedetta Allegranzi, funzionaria Oms, che “il sistema italiano di gestione dell’emergenza era ‘nel caos'”.
