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Terzo Polo: Renzi, ‘Pd riformista non c’è più ma vero sconfitto è M5S, spazio per noi’

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Roma, 1 mar. (Adnkronos) – Il Pd “non è più la casa dei riformisti. Nel settembre 2019 la scissione ha iniziato un percorso che la vittoria di Elly Schlein ha chiuso. Oggi il Pd riformista non esiste più. Esiste un partito di sinistra sinistra che merita rispetto e che diventerà competitor diretto del MoVimento 5 Stelle. Per noi adesso si apre la stagione entusiasmante”. Lo dice in un’intervista a Il Messaggero il leader di Italia Viva Matteo Renzi, che, rispetto al suo ruolo nel partito unico del Terzo Polo, assicura che non sarà il leader.

“Mi sono ritagliato un ruolo da padre nobile e mi ci trovo benissimo – dice – do una mano, aiuto, cerco di fare buona politica intesa come costruzione di strategie e valorizzazione degli ideali. Se qualcuno vorrà candidarsi, è giusto che si senta libero di farlo, anche se per me Calenda sta lavorando con grande impegno e non vedo ragioni di aprire questa discussione adesso”. Secondo l’ex premier, “gli elettori di questo Paese potranno pur scegliere di non dare il proprio voto ai sovranisti di destra o ai populisti di sinistra. Non ci sono solo le curve degli ultrà in Italia, ci sono anche gli spettatori della tribuna centrale e un’offerta calibrata su di loro non può che trovare spazio e interesse”.

“I veri sconfitti delle primarie”, per il leader di Iv, sono i 5 Stelle. “Con Schlein ci sarà una competizione interessante, vedremo chi prevarrà – osserva – il primo banco di prova sarà la posizione sull’Ucraina poi sul reddito di cittadinanza e le sue truffe e poi sul termovalorizzatore di Roma”. Quanto alla proposta di Calenda di “un percorso dal basso che termina in autunno: ci sto”, dice Renzi in un’intervista a La Stampa, guardando alla prossima sfida, le Europee del 2024. “Una sinistra più radicale – dice l’ex presidente del Consiglio commentando ancora la vittoria di Schlein – rende la Meloni più forte. È un dato di fatto. Ci sono due donne alla guida di destra e sinistra, ma sono due leader che rischiano di estremizzare il confronto. Io penso che invece l’interesse degli italiani sia quello di pacificare, smussare, dialogare. Chi vince deve governare ma con equiibrio e compostezza: lo chiede l’Italia, non il Terzo polo”.