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Martino: G. Letta, ‘liberale autentico che ha servito egregiamente le Istituzioni’

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Roma, 28 feb. (Adnkronos) – Antonio Martino “è stato un personaggio straordinario che ha servito le Istituzioni, che ha la riconoscenza di tutti quelli che lo hanno seguito come noi, di tutti quelli che sono stati suoi compagni di viaggio, che ha meritato il rispetto, l’ammirazione, il riconoscimento e il ricordo anche di tutti quelli che gli erano avversi, erano contrari alle sue teorie, ma ne riconoscevano l’altezza di ingegno, la serietà degli intenti, la coerenza e la disponibilità al bene comune”. Lo ha sottolineato Gianni Letta, in occasione del convegno a Montecitorio ‘In ricordo di Antonio Martino’.

A questo proposito l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio ha citato le parole con le quali il giorno della morte lo ricordò Mario Draghi, “un’economista, come lui, ma che non la pensava come lui, allievo del mitico professor Caffè, le cui teorie Martino ferocemente contestava, figlio di una cultura economica diversa”. “Ha servito l’Italia egregiamente”, sottolineò, tra l’altro, l’allora premier.

“Un liberale autentico, più liberali di lui -ha ricordato ancora Letta- non ne ho conosciuti nessuno, non è ho mai trovato uno così convinto, così radicale, così autenticamente liberale”.

L’ex sottosegretario ha poi ricordato le vicende che portarono alla nascita di Forza Italia, in particolare le riunioni di Silvio Berlusconi con alcuni intellettuali, compreso Martino. Un “cenacolo culturale” dove “maturò forse la volontà prima e la decisione poi di Berlusconi di scendere in campo, come allora si disse, perchè Martino, settimana dopo settimana, illustrandogli le storture dell’Italia e i rimedi liberali, gli aveva fatto capire che una rivoluzione liberale era necessaria per riportare questo Paese in linea con l’Europa e fargli riprendere la strada per lo sviluppo”

“E che una rivoluzione liberale -ha raccontato ancora Letta- poteva forse essere utile e possibile con un partito liberale di massa che Martino credeva potesse e dovesse diventare Forza Italia. Non è un caso che da quel cenacolo, da quelle conversazioni nacque Forza Italia e Martino è la tessera numero due di Forza Italia”.

“Poi Antonio Martino negli anni è rimasto deluso di una mancata rivoluzione o di una impossibilità o incapacità di realizzarla fino in fondo, perchè lui era rimasto sempre legato in maniera totale, radicale a quel modello, senza compromessi, senza indulgenze, senza strappi, senza rinunce, perchè lui -ha concluso Letta- era la coerenza, il rigore fatti persona, anche se poi sapeva porgere quel rigore e quella coerenza, con il sorriso, la battuta, anche sfrontata qualche volta, sempre deliziosa, condita con mille aneddoti”.