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Lombardia: Fontana, Majorino e Moratti insieme al Palalido, ma da ‘uditori privilegiati’

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Milano, 31 gen. (Adnkronos) – Sanità, sussidiarietà, educazione-formazione-lavoro e famiglia. Questi i quattro temi proposti e sviluppati per l’incontro ‘Elezioni Regionali. Cosa c’è in gioco?’, che si è tenuto ieri sera all’Allianz Cloud Palalido di Milano in vista delle prossime elezioni regionali della Lombardia. Un evento promosso congiuntamente dalle CdO della Lombardia (Bergamo, Como, Lecco-Sondrio, Milano, Monza e Brianza), che, per circa un’ora e mezza, ha visto alcuni esponenti della società civile proporre contenuti “per una politica a favore del bene comune” ai principali candidati alla presidenza della Regione Lombardia, Attilio Fontana, Letizia Moratti e Pierfrancesco Majorino, in veste di ‘uditori privilegiati’. Non un classico confronto diretto o indiretto, dunque, ma un nuovo modo di partecipare alla campagna elettorale in un insolito ribaltamento di ruoli.

Circa 3500 le persone presenti ad assistere agli interventi dal palco, con i candidati seduti in prima fila ad ascoltare: “L’affluenza così numerosa del pubblico e la partecipazione davvero attenta dei candidati alla presidenza della Regione a un format elettorale inusuale, in cui hanno ascoltato anziché parlare, ci conferma la bontà dell’assunto iniziale -spiega il presidente di CdO Milano, Andrea Dellabianca, che ha moderato la serata-. Nella difficile contingenza che stiamo vivendo è indispensabile superare la politica dei tweet e degli slogan che non aiutano a costruire risposte concrete e durature ai bisogni che si intercettano, per tornare invece a interrogarsi con serietà e responsabilità sui contenuti, confrontandosi con chi può mettere a disposizione dei candidati una conoscenza che matura ogni giorno”.

“La nostra -aggiunge- è una proposta frutto dell’esperienza di un corpo intermedio impegnato in diversi ambiti del tessuto imprenditoriale, professionale, educativo e familiare: come abbiamo spiegato ai candidati, questa proposta è la metrica con cui esprimeremo un giudizio non soltanto rispetto ai programmi elettorali, ma ancor più sulle scelte che nei prossimi cinque anni saranno assunte da chi avrà la responsabilità di guidare la Regione e da chi sarà all’opposizione”. Su questi temi “siamo pronti a contribuire alla costruzione delle migliori politiche, in un dialogo per il bene comune che non sia soltanto un ascolto da parte delle istituzioni ma una condivisione della responsabilità di progettarle. Ricordando, come scriveva Don Giussani, che ‘è nel primato della società di fronte allo Stato che si salva la cultura della responsabilità'”.