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**Anno giudiziario: C. appello Milano, più reati in famiglia, boom richieste asilo politico’**

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Milano, 28 gen. (Adnkronos) – E’ un quadro in chiaroscuro quello della giustizia milanese tratteggiato dal presidente della corte di Appello di Milano Giuseppe Ondei, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Sul fronte penale la maggior parte dei procedimenti trattati nel Distretto riguarda i reati contro il patrimonio (29,9%), gli stupefacenti (7,7%, dato stabile) e contro la persona e la famiglia (7,5%, in aumento rispetto all’anno scorso). Il dato è “di grande preoccupazione”, così come preoccupa il dato in aumento che riguarda le ‘bande giovanili’ che si contendono il territorio con metodi violenti.

I reati contro la Pa sono al quarto posto con il 6,5%. Aumentano i reati di bancarotta (+ 39%) e quelli tributari (+9%) mentre si conferma il trend quinquennale – in controtendenza rispetto al dato nazionale – di riduzione dei reati in materia di violazione delle norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Gli indici di performance degli Uffici giudiziari penali sono quasi tutti positivi nonostante un forte incremento delle sopravvenienze. Il tempo che occorre per definire mediamente un fascicolo è di 293 giorni (105 in caso di persone detenute) contro i 701 giorni a livello nazionale. Le sentenze che hanno definito il giudizio con la prescrizione sono pari al 6% di tutte le definizioni della Corte di appello e solo il 6,3% delle sentenze pronunciate è stato oggetto di riforma in Cassazione.

Anche nel primo grado di giudizio c’è stato un aumento negli ultimi due anni giudiziari delle sopravvenienze del 9% ma vi è stato pure un aumento del 19,3% delle definizioni così le pendenze si sono ridotte dell’8,58%. Il dato negativo in prospettiva, però, è che più di una pendenza su due è della sezione Gip/Gup ossia di quel settore sulla cui piena efficienza e funzionalità si fonda la riforma. Il tempo che occorre per definire mediamente un fascicolo passa dal minimo di 155 giorni di Sondrio al massimo di 476 giorni di Monza. Sempre in primo grado le sentenze di prescrizione sono pari al 4,8% di tutte le sentenze pronunciate nel dibattimento e al 10,5% di tutti i provvedimenti di definizione degli Uffici Gip/Gup.

Numeri positivi anche sul fronte civile. Con riferimento al secondo grado di giudizio vi è una riduzione costante annuale delle pendenze e un tempo che occorre per definire mediamente un fascicolo che è di 276 giorni contro i 578 nazionali; solo il 4,5% delle sentenze è stato oggetto di un giudizio di riforma in Cassazione. Passi avanti per il mondo imprenditoriale sul fronte dei decreti ingiuntivi, ossia lo strumento più veloce mediante il quale un imprenditore cerca di recuperare il suo credito. Dal 2019 al primo semestre 2022 le pendenze dei ricorsi per decreti ingiuntivi si sono ridotte (passando da 6.516 a 5.481) mentre il tempo medio necessario per avere un decreto ingiuntivo non urgente si è stabilizzato sui 45 giorni.

“Potenti e minacciose nubi”, invece, si addensano ancora nel cielo della sezione immigrazione presso il Tribunale di Milano per “l’impressionante aumento” delle procedure in materia di protezione internazionale e di asilo politico: le sopravvenienze in materia di immigrazione sono passate da 1.998, nel periodo precedente, a 2.479, nel periodo in esame.