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Giustizia: Ondei, ‘risorse insufficienti, così non si può andare avanti’

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Milano, 28 gen. (Adnkronos) – “Le risorse umane e materiali messe a disposizione sono ancora insufficienti nonostante le sforzo posto in essere dal ministero della Giustizia per mettere gli Uffici in condizioni di poter lavorare al meglio”. Lo sostiene il presidente della corte di Appello di Milano Giuseppe Ondei, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Al 30 giugno 2022 le scoperture vanno dal 6,6% del Tribunale di Lecco al 24,33% del Tribunale di Pavia. “In Corte di Appello per far fronte ad una carenza di organico di 22 unità sono arrivati solo 7 nuovi consiglieri. Così non si può andare avanti. Ogni anno la situazione peggiora. C’è il serio pericolo che l’anno prossimo anche il virtuoso distretto di Milano possa iniziare a presentare dati negativi”.

Per porre rimedio alla carenza di personale “serviranno almeno tre anni” e nel frattempo “l’unica soluzione concreta e di qualità è quella di reclutare eccezionalmente e temporaneamente magistrati, avvocati, notai e professori universitari in quiescenza che possano trattare le cause meno complesse e scrivere le sentenze da subito: ogni altra ipotesi di soluzione non ha alcuna seria e sufficiente prospettiva di risultato”.

Quanto al personale amministrativo il Distretto di Milano, al 30 giugno 2022, presentava una percentuale di scopertura del 31,4%, mentre la scopertura nazionale è attualmente del 25,46%. In alcuni uffici del Tribunale di Sondrio “dove nessuno vuole andare, abbiamo scoperture al 100% per certe funzioni ed è arduo fare applicazioni: aver garantito a Sondrio la continuità nell’erogare il servizio giustizia in queste condizioni è un fatto che rasenta il miracoloso”, sottolinea Ondei.

Non convince pienamente neppure l’Ufficio del processo. Su 698 unità destinate al Distretto “ne sono state assegnate effettivamente 490 tanto che in molti Uffici la carenza dell’organico degli addetti è superiore al 40%” senza contare che la struttura è temporanea e lo smantellamento o ridimensionamento “porteranno inevitabilmente ad un peggioramento delle performance che potrebbe costare caro al sistema giustizia”.

Non solo. “Se non si vuole ‘appaltare’ la gestione della Giustizia a persone che non hanno superato il concorso per diventare magistrati non è possibile aspettarsi un aumento della produttività dei giudici superiore al 15/20%, limite oltre il quale il controllo del giudice sull’attività dell’addetto non può più garantire un livello sufficiente di qualità e farebbe assomigliare l’ufficio per il processo al cigno di Leda: bellissimo in apparenza ma chi c’è dentro è tutto da scoprire” conclude Ondei.