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Shoah: ‘I Simpson deportati’ in murales al Binario 21 della Stazione Centrale Milano

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Milano, 26 gen. (Adnkronos) – ‘Binario 21. I Simpson deportati ad Auschwitz’. E’ il titolo di un doppio murales realizzato dall’artista aleXsandro Palombo apparso sui muri del Memoriale della Shoah presso la Stazione Centrale di Milano per celebrare la Giornata della Memoria. Nell’opera, l’artista ritrae la famiglia Simpson deportata nei campi di concentramento nazisti. La prima opera raffigura la famiglia prima della deportazione; nella seconda, i Simpson ormai prigionieri appaiono emaciati, scheletrici e con addosso le divise a righe dei campi di concentramento, privati della dignità.

Si tratta, spiega l’artista, di un riflessione sul male assoluto che è stato il nazismo, un monito a custodire la memoria e a non permettere al tempo di farla cadere nell’oblio: dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano centinaia di ebrei vennero caricati su vagoni bestiame diretti ai campi di concentramento di Auschwitz–Birkenau, Mauthausen, Bergen-Belsen, Flossenbürg, Ravensbrück, Fossoli e Bolzano. Per ricordare l’olocausto e stigmatizzare il male, l’artista ha usato il suo linguaggio neo pop, celebre per l’utilizzo dei cartoon e da sempre vicino alla sensibilità dei giovani: “Queste opere -dice Palombo- sono un inciampo visivo che ci costringono a vedere quello che non vediamo più. Le cose più terribili possono diventare realtà e l’arte ha il dovere di ricordarle perché è un potente antidoto ai rischi dell’oblio. Bisogna trasmettere senza filtri l’orrore del genocidio ebreo alle nuove generazioni per proteggere l’umanità da altri orrori come la Shoah”.

Non è la prima volta che l’artista affronta il tema della Shoah, i suoi lavori sull’olocausto sono stati pubblicati e analizzati in importanti saggi internazionali tra cui ‘Holocaust Icons in Art: The Warsaw Ghetto Boy and Anne Frank’ scritto dalla storica israeliana Batya Brutin, critico d’arte e ricercatrice di arti visive della Shoah in Israele e nel mondo, vincitrice dello Yad Vashem award alla carriera nel campo dell’educazione all’Olocausto.