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Autonomia: Carfagna, ‘Meloni cita Garibaldi ma ci riporta a Italia dei ducati’

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Roma, 20 gen. (Adnkronos) – “Sono favorevole all’autonomia, ma solo se rispetta il dettato costituzionale. La Costituzione prevede la facoltà delle regioni di chiedere la gestione diretta di alcune materie” ma con “l’obbligo di finanziare i Lep e di istituire un fondo di perequazione per i territori con minore capacità fiscale. Ecco, io credo che la bozza di Calderoli non rispetti la Costituzione e sia da respingere”. Lo dice Mara Carfagna, presidente di Azione, in un’intervista ad Huffington Post

“Perché porterebbe al caos e consegnerebbe ai nostri figli un’Italia divisa, soprattutto in settori fondamentali come l’istruzione, la sanità, i trasporti”, con “i cittadini trattati in maniera diversa in base al luogo in cui nascono. Più che dare seguito all’autonomia per come disegnata da Calderoli – aggiunge – un centrodestra serio dovrebbe pensare a cambiare la maldestra riforma del Titolo V, voluta dal centrosinistra e passata con pochi voti di scarto. Vorrei ricordare che i partiti di centrodestra, Lega compresa, chiesero di votare no a quella modifica della Costituzione”.

“Ci sono materie, come i rapporti con l’Ue, il commercio con l’estero, la sanità, l’istruzione, i trasporti, l’energia, che dovrebbero rimanere di competenza statale, contrariamente a quanto ha previsto la riforma voluta dal centrosinistra. Noi di Azione presenteremo una proposta di riforma costituzionale che vada in questo senso, perché è impensabile la cedibilità alle regioni di determinate materie”.

“I Lep – prosegue Carfagna – vanno definiti, certo, ma anche finanziati. E per definirli esiste già la commissione tecnica fabbisogni standard del Mef. La bozza di Calderoli, invece, butta la palla in tribuna: è stata creata una cabina di regia per definire i livelli essenziali delle prestazioni, senza alcuno stanziamento. Servono i fondi, le segreterie e le cabine di regia su questo tema servono a poco. Io mi chiedo come la premier Meloni possa citare Garibaldi – ‘qui o si fa l’Italia o si muore’ -, esaltare l’unità d’Italia e poi appoggiare un progetto che ci riporta al tempo dei ducati. E che penalizza una parte del Paese”.

“Avallare la riforma della Lega, un partito che al Sud quasi non esiste e che al Nord è in forte difficoltà, è un azzardo anche per Fratelli d’Italia – conclude -. Perché l’autonomia differenziata, così come è stata scritta, porterebbe a uno strappo dell’unità nazionale. E sarebbe un problema anche per gli elettori del partito della premier”.