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Qatar 2022: Argentina, accoglienza da eroe per Lautaro Martinez nella sua Bahia Blanca

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Bahia Blanca, 24 dic. -(Adnkronos) – È una gioia senza fine in Argentina per il trionfo Mondiale in Qatar. Archiviati i festeggiamenti oceanici di Buenos Aires, c’è ancora spazio per le feste ‘individuali’ dedicate ad ogni singolo campione del mondo, di ritorno nella propria città di origine. Dopo l’incredibile accoglienza per il portiere ‘Dibu’ Martinez a Mar del Plata, è toccato a Lautaro Martinez, acclamato come un ‘eroe’ nella sua Bahía Blanca.

La folla sì è radunata nel piazzale del ‘Teatro Municipal’ della città, al confine tra la Pampa e la Patagonia. Il 25enne attaccante dell’Inter, affacciato dal balcone del teatro con la sua maglia Albiceleste numero 22, ha mostrato la medaglia di campione del mondo nel delirio generale. Bandiere, striscioni, trombette e tantissimi giovani ad accogliere il ‘Toro’. Ad accompagnare il giocatore la sua bellissima fidanzata Agustina Gandolfo, la famiglia e gli amici.

Lautaro – in versione ‘capo-ultrà’ – ha intonato i cori più amati dai tifosi argentini. E il momento più coinvolgente è stato – naturalmente – quello riservato alla canzone-inno del loro Mondiale: “Muchachos, ahora nos volvimos a ilusionar…”.

Lautaro – premiato come ‘cittadino illustre’ di Bahía Blanca – ha anche parlato del suo Mondiale, lasciandosi andare a una ‘confessione’ sui rigori della finale, risolti con il tiro decisivo (il quarto) di Montiel: “Ero stato scelto per l’ultimo. Come l’avrei tirato? Forte e nel mezzo, come calciava mio padre”, ex terzino nella Seconda Divisione argentina. “Forse non è stato il Mondiale che mi aspettavo -ha aggiunto- avevo dei problemi alla caviglia e non giocavo sereno. Ma alla fine è stata una felicità immensa, un sogno per noi e per tutto il popolo argentino, che ha vissuto un periodo drammatico per il Covid, tante famiglie hanno perso i parenti, il lavoro, ma questo Natale festeggeremo il doppio”.

A celebrarlo anche la società calcistica in cui è cresciuto, il Club Atlético Liniers, con il quale Lautaro ha debuttato in sesta divisione a 15 anni, segnando dopo appena due minuti! Poi nel 2014 il passaggio al Racing, squadra che lo ha poi ceduto all’Inter.

Non è stato un Mondiale facile per il nerazzurro, che non è riuscito a trovare il gol; ma il suo rigore all’Olanda nei quarti è stato determinante per l’accesso alla semifinale. Il suo contributo in termini di impegno e lavoro per la squadra non è mai mancato. “Il gruppo è al di sopra di tutto – le sue parole – e sono contento che Julian (Alvarez, ndr) abbia fatto bene quando ha preso il mio posto. Avere un partner di questo livello ti rende migliore”.