**Pd: Ulivo e Lingotto cornice per faccia a faccia candidati, ok a costituente più lunga**
Roma, 22 dic. (Adnkronos) – Si è mosso nella “cornice tra i principi dell’Ulivo del ’96 e il Lingotto del 2007” il primo confronto tra i candidati alla segreteria del Pd: Stefano Bonaccini, Elly Schlein e Paola De Micheli. L’occasione e i “punti cardinali” li hanno forniti i firmatari del documento ‘Per una vera fase costituente’ (Walter Verini, Stefano Ceccanti, Marianna Madia, Stefano Graziano, Roberto Morassut, tra gli altri) che hanno promosso un incontro subito ribattezzato da Enrico Letta dell'”orgoglio Pd”.
“In queste ore in Parlamento siamo noi che stiamo facendo opposizione al governo e in Lombardia e in Lazio l’alternativa si può costruire solo attorno a noi. E’ il senso della nostra centralità nonostante le difficoltà”, ha detto il segretario facendo la sintesi della giornata di discussione al Nazareno. Di certo i tre candidati si sono trovati d’accordo “su una fase costituente che abbia respiro più lungo, che approfondisca oltre il Congresso”, ha osservato ancora Letta.
Per il resto, ognuno ha proposto la sua idea. “Non ho mai pensato che il Pd avesse esaurito la sua funzione storica” ma “penso però che sia finita un’epoca” e che “dopo i primi 15 anni” c’è l’esigenza di “un tagliando”, ha spiegato la De Micheli. Per la Schlein, “il mondo è cambiato e dobbiamo cambiare anche noi” e “serve una sintesi che metta al centro quello che è rimasto indietro, dal clima al lavoro”.
(Adnkronos) – Bonaccini ha parlato di partito “laburista” e a tratti è stato il più netto: “Avverto pulsioni a cambiamenti regressivi, più per un ritorno alle casematte precedenti e non per una sintesi aggiornata sui mutamenti degli ultimi 15 anni. Le contrasterò, sarebbe la fine del Pd, ci porterebbe su binari minoritari. E’ già successo altrove in Europa, il rischio c’è anche qui”.
Sul percorso congressuale qualche tensione c’è stata. La De Micheli, che ha criticato la ‘bussola’, ha ammesso che “questo percorso costituente sta mostrando dei limiti” e rilanciato la sua proposta di anticipare i tempi dando peso diverso al voto di iscritti (doppio) e elettori. Bonaccini ha chiesto di “innovare le nostre forme” perchè “non credo che gli italiani capiscano perché ci vogliano mesi, mesi e mesi per eleggere un nuovo segretario e un nuovo gruppo dirigente. È un problema”.
E’ stata la Schlein, invece, a chiarire: “Non siamo qui per una resa dei conti identitaria ma per una operazione più difficile, costruire insieme il nuovo Pd”. Per Letta, proprio la discussione tra i candidati dimostra però “che il percorso è quello giusto” così come “una riflessione costituente”, ingiustamente “caricaturizzato”. Ma attenzione, ha messo in guardia il leader uscente, “è possibile che ci siano altri candidati che si aggiungono a Stefano a Paola e Elly”. Il riferimento è a Gianni Cuperlo, che ancora non ha sciolto la riserva.
