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Ucraina: 31 anni fa il referendum per l’indipendenza

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Kiev, 1 dic. (Adnkronos) – “Non sostenere l’indipendenza significa sostenere la dipendenza”: era questo l’argomento principale degli ucraini che vedevano il futuro della loro patria soltanto in uno stato indipendente. Con il referendum sull’indipendenza del Paese, il 1 dicembre 1991 il popolo confermò l’Atto di proclamazione dell’indipendenza dell’Ucraina, adottato successivamente dalla Verkhovna Rada il 24 agosto dello stesso anno. Alla vigilia del referendum, la posizione dell’intellighenzia ucraina ebbe una grande influenza, in particolare l’appassionato discorso di Lina Kostenko, con il quale la poetessa si rivolse al popolo: “Gente – disse – domenica andrete ai seggi elettorali, ma non pensiate che questi saranno i vostri passi. La storia sta già facendo il suo corso!”.

Il 1° dicembre 1991, il 90,92% degli elettori diede una risposta affermativa alla domanda: “Confermi l’Atto di proclamazione dell’indipendenza dell’Ucraina?” Non ci fu una sola regione, dove l’idea dell’indipendenza dell’Ucraina non trovò il sostegno della maggioranza dei cittadini. In particolare, il 54,19% dei cittadini votò per l’indipendenza in Crimea, il 57,07% a Sebastopoli, oltre l’80% dei cittadini nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Odessa e Kharkiv espresse la propria volontà per il proprio stato. Nelle regioni di Ivano-Frankivsk, Leopoli, Ternopil, Volyn, Rivne, Zhytomyr, Kiev, Khmelnytskyi, Cherkasy e Vinnytsia, oltre il 95% dei cittadini votò “a favore”. Il giorno successivo al referendum, Polonia e Canada riconobbero l’indipendenza dell’Ucraina e il 4 dicembre lo fecero Lituania e Lettonia.

“31 anni fa, il 1° dicembre 1991 – ha ricordato il presidente della Verkhovna Rada Ruslan Stefanchuk – gli ucraini parteciparono a un referendum in cui dovevano rispondere a una sola domanda: ‘Confermi l’atto di proclamazione dell’indipendenza dell’Ucraina?’. Il 90,32% dei cittadini ha detto: ‘sì’. Hanno detto ‘sì’ all’Ucraina indipendente. Hanno detto ‘sì’ al proprio stato indipendente, indivisibile e sovrano. Hanno detto ‘sì’ in tutte le nostre città: Leopoli, Donetsk, Chernihiv e Sevastopol”. Stefanchuk ha sottolineato che oggi stiamo lottando per questo ‘sì’ espresso 31 anni fa. “Per la nostra Crimea, Luhansk, Donetsk, Mariupol… Per tutta l’Ucraina. Per la nostra terra e la nostra libertà. Perché i colori blu e giallo prevalgano su tutti i confini e nessuno osi ridisegnarli”.