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Tennis: Zverev torna in campo, alla Diriyah Cup le prime prove per l’Australian Open

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Roma, 30 nov. – (Adnkronos) – Alexander Zverev torna in campo. L’ultima immagine che avevamo di lui era quella dalla sua uscita in carrozzina dal campo dello stadio Chatrier a Parigi, la drammatica conclusione della sua semifinale contro Rafael Nadal, interrotta durante il tie-break del secondo set dall’urlo straziante del campione tedesco cui aveva ceduto la caviglia destra durante l’ennesimo scambio mozzafiato. Sette legamenti rotti, sette legamenti da ricucire chirurgicamente: lo ha ribadito lui stesso in un’intervista per il canale You Tube della Diriyah Cup, la ricca esibizione in programma dall’8 al 10 dicembre in Arabia Saudita, nell’Arena di Diriyah, antica città a 20 chilometri dal centro della capitale Riyad.

Una stagione sfortunatissima che avrebbe potuto essere quella della svolta per il 25enne tedesco: all’indomani di quel Roland Garros, dove prima di sfidare Nadal aveva eliminato Alcaraz, Zverev era infatti salito per la prima volta al n.2 della classifica mondiale. ”Fino a due settimane prima delle Nitto ATP Finals di Torino, avevo ancora i punti sufficienti a qualificarmi per l’evento con i primo otto del mondo – ha tenuto a sottolineare – dunque è ipotizzabile che la stagione avrebbe potuto evolvere in un modo molto positivo se non mi fossi fatto male”.

Assente sia da Torino che dalla Coppa Davis (dove di sicuro avrebbe potuto fare la differenza per la Germania costretta a schierare nei singolari Oscar Otte e Jan-Lennard Struff) Zverev ha voluto testare il suo livello di recupero contro i migliori del mondo, anche se in esibizione, prima di affrontare la ripartenza della stagione ufficiale in gennaio e il primo Slam dell’anno, gli Open d’Australia.

Nella Diriyah Cup Zverev troverà infatti un cast stellare. Insieme a lui hanno aderito alla manifestazione anche Daniil Medvedev, Dominic Thiem, Stan Wawrinka, Andrey Rublev, Cameron Norrie, Nick Kyrgios e Taylor Fritz.

Medvedev è il campione uscente, dato che ha conquistato il trofeo dell’ultima edizione disputata prima dell’emergenza Covid, nel 2019. Nell’occasione aveva battuto in finale il nostro Fabio Fognini. La formula della prova ha una sua originalità: si svolge nell’arco di tre giorni con quarti di finale, semi e finali, da giovedì a sabato. Gli sconfitti dei quarti di finale non tornano però subito a casa: vengono recuperati per un mini torneo di doppio che offre comunque l’interessante premio di 250mila dollari per ciascuno dei doppisti vincenti. Certo, non è il milione di dollari tondo tondo che spetterà a chi conquista il singolare, ma come consolazione ci si può accontentare.