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Pd: Bonaccini, ‘costruire nuovo campo alleanze, in Lazio e Lombardia non appresa lezione’

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Roma, 20 nov. (Adnkronos) – “Dobbiamo metterci in cammino, costruire una grande forza più radicata, più popolare e progressista e poi costruire un nuovo campo di alleanze, perchè poi abbiamo visto alla prova dei fatti, e credo questo riguardi anche il Movimento 5 stelle e il Terzo polo, che se arriviamo divisi si perde. Spero che la lezione in qualche modo venga appresa, non mi pare sia stata compresa nè nel Lazio nè in Lombardia, speriamo che a forza di battere il chiodo in futuro qualcuno possa ascoltare di più”. Lo ha affermato Stefano Bonaccini, ospite di ‘Mezz’ora in più’ su Raitre.

“Vorrei ricordare a Renzi e Calenda -ha aggiunto- che hanno perso anche loro, hanno preso la metà dei voti del Partito democratico; vorrei ricordare a Giuseppe Conte che ha perso anche lui con il Movimento Cinquestelle, perchè hanno più che dimezzato i voti che avevano cinque anni fa alle politiche del 2018”.

“Se diventassi segretario del Partito democratico -ha poi proseguito Bonaccini- la prima cosa che proverei a fare, insieme a un nuovo gruppo dirigente, nei territori, è cercare di non regalare ai Cinquestelle la rappresentanza di una nuova sinistra o al Terzo polo la rappresentanza dei cosidetti moderati. Il Partito democratico nasce per rappresentare culture politiche diverse, riformiste e progressiste, metterle in un unico contenitore, per essere una forza e un baricentro di un centrosinistra che possa guidare l’Italia. Quelle ragioni non sono perdute”

“Le alleanze non si possono fare a tavolino, perchè la gente se ne accorge e non ti dà fiducia prima ancora che tu speri di ottenerla per poi trovare inciampi mentre governi. Le alleanze si fanno sui programmi e credo che sia dall’idea dell’Italia che vogliamo che noi nei prossimi mesi, nei prossimi anni dovremo costruire un nuovo centrosinistra per dare un’alternativa a questa destra”.

“Movimento Cinquestelle e Terzo Polo dovrebbero essere meno strabici, guardare più a questa destra che governa e un po’ meno cercare di colpire ogni giorno il Partito democratico, perchè, si mettano il cuore in pace, senza il Partito democratico non può esserci un’alternativa a queste destre. Anche loro, a forza di sconfitte, se andremo sempre divisi si accorgeranno -ha concluso Bonaccini- che i voti che hanno raccolto, pochi o molti che siano, non li metterebbero a disposizione di quella che deve essere l’ambizione di ognuno di noi: mandare a casa, quando sarà il momento, questa destra, a meno che qualcuno non pensi che con questa destra si può governare invece di fare l’alternativa”.