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Istat: gli italiani a tavola spendono meno, ma spendono meglio

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I dati del rapporto annuale Istat sullo stato del Paese confermano la contrazione dei consumi per i generi alimentari. Nonostante ciò continuano a crescere i consumi di prodotti di alta qualità: da quelli biologici alla filiera corta, passando per eccellenze e tradizioni del territorio

La crisi sta cambiando fortemente le nostre abitudini, ma a volte questo cambiamento può rappresentare una opportunità. Ad esempio, la crisi sta cambiando radicalmente la composizione dei nostri consumi: il rapporto parla di una ’accelerazione della tendenza della perdita di peso degli acquisti riguardanti l’alimentazione, scesi dal 17,3% al 16,5% del totale della spesa sul territorio nazionale, una caduta di quasi un punto nella quota dei mezzi di trasporto (dal 4,3 al 3,4%) e all’opposto, una crescita di 0,9 punti percentuali dell’incidenza dell’insieme di acquisti di beni e servizi a carattere tecnologico e legati ad attivita’ di tipo ricreativo o culturale, che ora rappresentano circa il 10% del totale della spesa’.

Più computer (o videogames, o telefonini) e meno cibo, quindi? Le associazioni di categoria già 2 settimane fa avevano lanciato l’allarme per la riduzione record in quantità dei consumi di frutta (- 9%), pesce (-8%) pane (-7%), prodotti lattiero caseari (-6%) carni bovine (5%).

Un elemento positivo sul quale riflettere tuttavia permane: non sembrano conoscere crisi i consumi di alimenti biologici (+13%) o delle eccellenze del terrotorio. Così come continuano a crescere a buon ritmo gli acquisti diretti presso i produttori e la cosidetta “filiera corta”.

Più computer e meno cibo, quindi, ma sicuramente cibo più sano e di maggiore qualità, restando fedeli alle tradizioni del terrotorio ed ai dettami della dieta mediterranea, non a caso riconosciuta parte del patrimonio immateriale dell’Unesco.

(VG)

alimentazione, consumi, Istat, rapporto 2010, rapporto istat, stato del paese, territorio

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