**Pd: risiko capigruppo e incontri per nomine istituzionali nei prossimi giorni**
Roma, 10 ott. (Adnkronos) – Al momento il punto fermo resta che “non si torna indietro rispetto alla necessità di avere capi gruppi parlamentari di rappresentanza femminile”, come ha detto Enrico Letta nella Direzione di giovedì scorso. Nell’autonomia dei gruppi ovviamente, sottolineano dal Nazareno. Ma sui nomi non c’è ancora una definizione. Domani Enrico Letta sarà a Madrid. Il dossier sulle presidenti dei gruppi comunque dovrà chiudersi a breve, il tempo ormai stringe. All’organizzazione dei gruppi e alla griglia delle nomine istituzionali saranno dedicati i prossimi giorni, si fa sapere. La nuova Direzione del Pd – quella ‘operativa’ sul congresso annunciata nell’ultima riunione – verrà fissata dopo l’avvio della legislatura e le ‘pratiche’ connesse.
Sul versante delle nomine istituzionali occorrerà un’interlocuzione maggioranza-opposizione. I 4 vicepresidenti di Camera e Senato (solitamente 2 vanno all’opposizione) vengono votati ‘a pacchetto’. I dem si aspettano di averne uno per ramo del Parlamento. Poi c’è l’elezione dei questori. Sono 3, all’opposizione ne spettano di norma 2 e anche lì andrà trovata una quadra visto che le opposizioni sono tre: Pd, M5S e Terzo Polo. Poi ci sarà anche il capitolo delle presidenze delle commissioni che spettano alla minoranza. Per il Copasir in pole, si vocifera ambienti parlamentari, ci sarebbe il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.
Sui nomi per i capigruppo si prospetta una sfida tutta al femminile, appunto, se si andrà verso la conferma di presidenti donne, come auspicato da Letta. Si parla della riconferma di Simona Malpezzi al Senato in alternativa a Valeria Valente. Alla Camera, se Debora Serracchiani venisse eletta vicepresidente a Montecitorio, si fanno i nomi di Anna Ascani e Marianna Madia. Anche nel Terzo Polo il dossier capogruppo non è stato ancora definito, si spiega da fonti parlamentari. In questo caso l’unica certezza al momento è che ci sarà un presidente espressione di Iv e uno di Azione tra Camera e Senato. Mentre per la presidenza della Vigilanza Rai, si fa il nome di Maria Elena Boschi. Ma anche i 5 Stelle, si riferisce, sarebbero interessati alla stessa postazione.
