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**Pd: il ‘millennial’ in Assemblea, ‘storia non si rinnega ma ora rinnovare e scegliere linea’**

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Roma, 5 ott (Adnkronos) – Il Pd ha bisogno di “un rinnovamento” che non sia “semplicemente anagrafico”. E, soprattutto, ha bisogno “di scegliere un linea, di sapere da che parte sta”. Lo dice Giovanni Crisanti, classe ’99, tra più giovani delegati all’Assemblea nazionale del Pd.

“Alle ultime elezioni i veri problemi sono stati due. Il primo legato alla legge elettorale, la presenza di tre schieramenti nel centrosinistra ci ha svantaggiato. Il secondo, non abbiamo fatto una scelta netta. Chi ci votava non sapeva se votava un partito socialista o social-liberista. Questa scelta andava fatta meglio e spiegata meglio”, dice all’Adnkronos Crisanti, attivista e presidente de ‘L’asSociata’, organizzazione nata per promuovere l’impegno dei giovani a Roma.

Cosa ne pensi della discussione sul Congresso di questi giorni? “Quelli che dicono che bisogna partire dai nomi stanno allontanando il problema. Anche se i nomi sono importanti, soprattuto se rappresentano qualcosa, se hanno qualcosa alle spalle -dice Crisanti-. Ma oggi non potrei dire mi piace X o Y. Prima le idee, poi il Congresso”. (segue)

(Adnkronos) – Se non sui nomi, il Pd su cosa dovrebbe discutere? “Il Pd deve decidere dove si pone tra centro e sinistra. Oppure non essendo né carne né pesce ma, magari, solo un gruppo di bravi amministratori o una schiera di persone preparate rischia di diventare un partito che non rappresenta le persone. E non si può prescindere nemmeno da una scelta di campo sulle alleanze. E’ impensabile che si vada alle regionali senza un sistema di alleanze forti nel centrosinistra, anche in prospettiva”.

Serve un rinnovamento? “Occorre un rinnovamento che non deve essere semplicemente anagrafico. Il problema non è tanto se avere o non avere i giovani ma il metodo. Bisogna far capire alle persone che la scelta della linea politica, e anche delle persone che la interpretano, non dipende solo dalla gestione del potere ma da una politica di effettiva rappresentanza”.

Cosa rispondi e chi dice che il Pd è da sciogliere? “Non è questo il problema, non il nome né il simbolo del partito ma quello che il partito rappresenta. Sciogliere il Pd vuol dire rinnegare una storia, pensiamo anche a tanti territori in cui il Pd governa e bene. La questione non è scegliere un nome ma una linea”.