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**Pd: la ‘costituente’ di Letta, ok da Orlando, Base riformista chiede tempi certi’**

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Roma, 30 set. (Adnkronos) – Una lunga lettera agli iscritti. Quasi un ‘antipasto’ della relazione in Direzione, fissata per giovedì 6 ottobre. Enrico Letta delinea una proposta per un congresso ‘costituente’. Tutto in discussione: dal nome al simbolo, alle alleanze. E un percorso aperto a tutti, almeno nella fase iniziale modello Agorà democratiche: basterà iscriversi al percorso congressuale per partecipare. Vale ad esempio per Elly Schlein che non è iscritta o i bersaniani di Articolo Uno.

Questo sarebbe il primo step: ‘La chiamata’. Poi ci sarà la fase della discussione dei ‘Nodi’. Solo dopo, in base a quanto emerso nella discussione, la presentazione delle candidature. Quindi una scrematura dei candidati per arrivare a primarie a due. Anche queste, come sempre, aperte a tutti. “Abbiamo perso, ma siamo vivi”, scandisce Letta. Altro che scioglimento. I suoi spiegano che la lettera agli iscritti era già in preparazione da qualche giorno, da prima insomma degli appelli allo scioglimento del Pd. Una spinta all’orgoglio Pd e a respingere l’opa ostile di Conte e Terzo Polo.

Nel merito dell’organizzazione del percorso congressuale, precisa Letta: “Tutto può svolgersi a regole vigenti. E quindi può iniziare rapidamente”. Ma non sarebbe tutto così chiaro a sentire i dem. A sinistra, Andrea Orlando parla di fatto “positivo” essendo stato il primo a chiamare una ‘fase costituente’. Ma andrà capito come farla nel concreto. Non a caso il ministro del Lavoro rimarca: “Dobbiamo lavorare affinché sia promosso un processo dal basso in maniera partecipata, coinvolgendo nella discussione e nella definizione della proposta politica l’associazionismo, il volontariato, gli elettori e anche coloro che sono rimasti a casa pur volendo dare un contributo a cambiare le cose”.

Dalle parti di Base Riformista l’interrogativo riguarda in modo particolare i tempi. “Contenuti e leadership vanno di pari passo. È perciò importante che questo percorso articolato abbia un preciso cronoprogramma, con i tempi certi”, osserva il coordinatore dell’area Guerini, Alessandro Alfieri. Una ‘fretta’ legata anche al fatto che Base Riformista un candidato a cui guardare già ce l’ha: Stefano Bonaccini (che però difficilmente sarà in campo in assenza di un sostegno ampio). Di contro, la sinistra al momento non ha un nome altrettanto competitivo da contraporre al presidente della Emilia Romagna. La stessa Schlein non convince tutti a sinistra.

C’è poi chi critica la proposta Letta in quanto ‘gattopardesca’, nel senso di ‘tutto cambi perchè resti com’è’. Lo spiega in un lungo post su Fb, Monica Cirinnà (non rieletta ma membro della Direzione) annunciando che voterà contro la proposta di Letta: “Tu dici che saranno i cittadini a scegliere e poi aggiungi ‘a regole vigenti’. (…) le candidature alla segreteria nazionale devono essere sottoscritte dal 20% dei componenti dell’assemblea nazionale, oppure da iscritti al Pd (tra i 4 e i 5 mila) distribuiti su almeno 12 regioni con almeno 100 firme per regione. Ti chiedo: chi può fare questo? Solo candidati ben strutturati in una o più correnti, perché solo loro hanno tessere e iscritti. Esattamente il meccanismo e la logica da cui è necessario uscire”.

Le spinte ad aprire veramente tutto arrivano da più parti. Scrive al sardina Mattia Santori: “Per fortuna c’è ancora gente all’uscio” a cui va aperta la porta, “all’inizio sarà difficile” ma la casa diverrà “via via più bella, più accogliente”. E’ di oggi anche l’appello per il campo progressista sottoscritto da diverse personalità, da Rosy Bindi a Gad Lerner a Tomaso Montanari che dice all’Adnkronos: Letta? Bene “l’idea di non farsi sconti” e “finirla con candidature e proposte estemporanee”. A patto che sia un congresso “davvero aperto all’esterno”, perché “un conto è una costituente del campo progressista, un conto una ricostituente del Pd…”.