Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Slow Industry: i nuovi artigiani che producono in casa e vendono nel mondo (e perché è un modello economico, non un hobby)-Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)-Cannabis e legalizzazione: cosa dice davvero lo studio su consumo e dipendenze?-Capsule hotel fuori dal Giappone: dove trovarli in Europa e in Italia-Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale-Cubetti di ghiaccio nel WC: il trucco virale funziona davvero? Cosa dice la fisica-Ciclovia del Trasimeno: perché è la più bella d'Italia del 2026 (e come arrivarci)-Prezzi benzina e diesel oggi 22 giugno 2026: tredicesimo giorno consecutivo di calo alla pompa-Insonnia in estate: 7 consigli utili (e basati sulla scienza) per riuscire a dormire-Il fungo mangia plastica: cosa fa davvero la Pestalotiopsis microspora (e cosa no)-Dai rifiuti del mare a risorse industriali: come la blue economy trasforma reti e plastica in materia prima-Frutta congelata d'estate: 7 idee creative e rinfrescanti (in sicurezza) per bambini, animali e antispreco

**Pd: Letta resta da ‘traghettatore’, si va a congresso ma sì o no a Conte divide**

Condividi questo articolo:

Roma, 26 set. (Adnkronos) – Prima della conferenza stampa stamattina Enrico Letta ha incontrato lo stato maggiore Pd. Una riunione in cui “non sono volati coltelli, nè ci sono state porte sbattute o recriminazioni”, dicono quasi con un certo stupore dal Nazareno. Piuttosto la consapevolezza unanime della necessità di mettere in campo un nuovo Pd. La valutazione comune è stata quella intanto di accelerare i tempi del Congresso. A novembre ci sarà un’assemblea nazionale per far partire il percorso che, comunque viste le regole dem, sarà lungo e non finirà prima della primavera prossima.

E poi c’è stata anche una riflessione su come arrivarci al congresso e, a quanto si riferisce, diversi big dem – a partire da Dario Franceschini e Lorenzo Guerini – avrebbero chiesto a Letta di restare per accompagnare il Pd “in un percorso ordinato”. Letta, dicono i suoi, non ha insistito per restare. Anzi alcuni dei fedelissimi gli avrebbero suggerito di lasciare subito. Ma nel segretario è prevalso il senso di responsabilità, di non lasciare il Pd in mezzo al guado. Sarà quindi il ‘traghettatore’ verso un congresso di “profonda riflessione”, come ha detto in conferenza stampa.

Perchè la domanda che al momento corre maggiormente in un Pd sotto botta per la sconfitta è ‘va bene il congresso, ma per fare cosa?’. Tornare al dialogo con i 5 Stelle, come vorrebbero Francesco Boccia o Michele Emiliano, oppure no? Dopo quanto è accaduto, Conte può tornare ad essere considerato un interlocutore affidabile? “Se siamo arrivati a questo è per la caduta del governo Draghi voluta da Conte”, ha detto anche oggi Letta. Una valutazione condivisa da Base Riformista. “Conte aveva iniziato a smarcarsi dall’elezione del presidente della Repubblica e da lì ha continuato… i matrimoni si fanno in due”, dice un big dell’area Guerini. Quanto a Carlo Calenda: “Ha retto 24 ore e poi ha stracciato l’accordo con il Pd sotto la ‘pressione’ di twitter… Ora che ci fa col 7,5%? Fa tornare Draghi?”.

I tempi non stretti del congresso Pd serviranno, o almeno dovrebbero, servire a chiarire le idee tra i dem e quindi alla costruzione delle candidature. Quella di Stefano Bonaccini, ad esempio, di cui si parla già ma che non ci sarà se sarà ‘soltanto’ il candidato di Base Riformista. Quella dell”astro nascente’ Elly Schlein, magari. L”anti Giorgia’ che piace molto a Letta e che il segretario ha valorizzato in campagna elettorale.

Chi ha un piede sull’acceleratore sembra invece il ‘partito dei sindaci’. Oggi un lungo post su Facebook di un Antonio Decaro quasi ‘rottamatore’: “È l’intero modello su cui il Pd si fonda che va smantellato. Basta con i capi corrente che fanno e disfano le liste a propria immagine e somiglianza. Basta con questo esercizio del potere per il potere. O saremo capaci, finalmente, di azzerare questi meccanismi perversi e di ritornare a parlare alle persone o la sconfitta perpetua alle elezioni politiche sarà il nostro ineluttabile destino”.

Ma ai blocchi di partenza potrebbe esserci anche un altro sindaco, quello di Pesaro, Matteo Ricci che guida una maggioranza in giunta di centrosinistra con i 5 Stelle. Sul coordinatore dei primi cittadini Pd sarebbe in atto “un pressing di numerosi amministratori locali perchè scenda in campo. E il sindaco di Pesaro, si riferisce all’Adnkronos, non esclude la disponibilità che stavolta sia della partita. Dice Ricci: “Non si può che ripartire dai sindaci progressisti e riformisti, dalla sinistra di prossimità. I Comuni sono l’unico livello istituzionale dove governiamo, con il 70% dei sindaci di centrosinistra”.