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Si svuotano i magazzini e mancano le materie prime per gli accessoristi della nautica

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Genova, 26 set. (Adnkronos) – Al Salone Nautico di Genova ha incontrato la stampa il vicepresidente di Confindustria e presidente del settore per l’associazione Alessandro Gianneschi. Ha affrontato subito il problema dell’approvigionamento di materie prime che comincia ad essere problematico soprattutto per quanto proviene dall’ Estremo Oriente. “Avevamo fatto uno studio un anno fa e l’aumento dei ritardi nella consegna era allora ancora gestibile” ha detto Alessandro Gianneschi.

“Da un paio di settimane ad un mese, un aumento dei prezzi dal 3 al 5%, il 10% in alcuni casi particolari. Molte aziende avevano cominciato ad accumulare più materiale in magazzino. Dopo sei mesi, a febbraio-marzo questi dati erano raddoppiati ed i ritardi delle consegne erano di almeno uno, due mesi e, per l’industria nautica, sono iniziati i disagi”.

“L’aumento dei prezzi è stato abbondantemente sopra il 10%. Per ora abbiamo ancora materiale nei magazzini. Dato che facciamo un prodotto meccanico non deperibile questi accessori sono stati prodotti al tempo del Covid quando a rotazione abbiamo collocato in ferie una parte del personale senza però mai fermare le nostre officine”, sottolinea.

Con l’accumulo dei ritardi il materiale in magazzino non basterà più e con i ritardi sempre crescenti ed i prezzi, raddoppiati e anche più, si arriverà a non poter più consegnare in tempo i prodotti. Sarà necessario un coordinamento con i cantieri e diventerà fondamentale definire con loro una “priority list” .

“La situazione è ancora gestibile”, ha aggiunto Alessandro Gianneschi. “Senza materie prime – ha sottolineato – avremo una saturazione di ore uomo, nel momento in cui invece ci sarebbe tanta possibilità di produrre, di spedire, di fatturare di più. Abbiamo tutti più produzione. Dal 1997, quando sono entrato in azienda, non ricordo un portafoglio a questo livello. Sono problemi ancora gestibili con il dialogo tra le imprese della filiera. Nella cantieristica ci sono anche alcune grandi aziende, ma gran parte della proprietà è a carattere familiare e una famiglia di costruttori conosce e frequenta le famiglie degli accessoristi. Tra titolari ci vediamo spesso e negli incontri parte l’idea”.

Come per gli altri settori dell’ industria nautica, un grosso problema è quello di trovare mano d’opera, non solo quella specializzata. “E’ un problema trovare anche dei magazzinieri”- ha precisato il Presidente del settore. Gli accessoristi stanno pensano di arrivare ad ottenere la certificazione del prodotto, molto importante per operare sui mercati internazionali. “La proposta parte da noi”-, ha detto Gianneschi- “ma sarà estesa a tutti gli altri operatori della filiera in modo da poter arrivare ad una barca interamente certificata made in Italy”.