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Bonomi: “Le imprese hanno fatto la loro parte ma non siamo invincibili, economia Italia in frenata”

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Roma, 22 set.(Adnkronos) – Il combinato disposto Covid-guerra ha creato quella “tempesta perfetta, come è stata definita, che non ha trovato argine ma che anzi si è abbattuta su un terreno già dissestato da colli di bottiglia nella logistica internazionali, dal cambio di passo della politica monetaria di fronte ad una inflazione che ruggisce e al rallentamento della crescita europea dove la locomotiva dell’industria tedesca non riesce più a trainare”. Così il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, riassume la situazione economica del paese alle prese con il doppio impatto epidemia-conflitto bellico.

“Dopo la pandemia, costata quasi 9 punti di pil e un rimbalzo di 6 punti di pil conseguito grazie al cambio di velocità del governo Draghi, abbiamo subìto una rapida salita dei prezzi energetici e delle materie prime nel 2021 per poi esplodere con le conseguenze dell’invasione russa in Ucraina”, prosegue dal palco del salone Nautico di Genova.

“Le nostre imprese hanno fatto la loro parte: abbiamo realizzato nel 2021 un record nell’export, 551 mld, quasi tutti dal settore manufatturiero e anche nei primi trimestri dell’anno abbiamo realizzato buone performance. Però abbiamo una economia molto interconnessa, e la bassa crescita europea e i prezzi dell’energia legata ora alla guerra in Russia-Ucraina stanno portando verso una frenata anche dell’economia italiana. Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo, siamo forti, lo abbiamo dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio ma le imprese italiane non sono invincibili”.

“Esattamente un anno fa abbiamo lanciato il nostro primo grido di allarme e indicato da subito la necessità di misure strutturali sia a livello nazionale che europeo con cui fare fronte ad una situazione deflagrante che richiede una assunzione di responsabilità. Anche se ci sono 23 mln di impiegati su 35 mln di lavoratori tra i 15 ed i 64 anni siamo solo noi che per il momento abbiamo prodotto centinaia di occupati in più”.

“Perché il lavoro lo creano le imprese”, dice ricordando come questo sia anche stato il tema centrale dell’udienza dal Papa su cui gira il piano di proposte che viale dell’Astronomia è pronto a presentare al governo che verrà. “Siamo pronti a collaborare insieme per il benessere del Paese allontanando così quel retrogrado giudizio anti imprese”, spiega ancora riassumendo i capitoli maggiori su cui l’esecutivo che uscirà dalle urne del 25 settembre dovrà impegnarsi: dalla coalizione europea e occidentale ai vincoli di finanza pubblica, dall’attuazione del Pnrr alla riforma del mercato lavoro e delle pensioni,dalla sanità ai gap che continuano a pesare sui poveri, sui giovani e sulle donne, dai contratti a termine ai 2 mln di italiani che lavorano in settori in cui non si rispetta il Ccnl – elenca- . E’ evidente che il programma imponga una unità e una visione alta, noi siamo pronti a dare il nostro contributo con la nostra capacità di analisi e le proposte”.