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Elezioni: Fdi, ‘da sinistra attacchi elettorali, sepoltura feti non c’entra con 194’

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Roma, 1 set. (Adnkronos) – “Risultano incomprensibili le ragioni dei pesanti attacchi di vari esponenti della sinistra al disegno di legge che estende le disposizioni per collocare in modo dignitoso e anonimo i feti abortiti”. Lo dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, Luca De Carlo e Lucio Malan.

“La libertà di scelta della donna non viene in alcun modo limitata, coerentemente con il programma di Fratelli d’Italia che prevede la piena attuazione della legge 194 del 1978 sull’interruzione di gravidanza e non la sua abolizione, come alcuni avversari falsamente affermano. Anzi, ci sarà una migliore tutela. Oggi, tranne nei casi già regolati dalla legge, la donna, e con lei il padre del concepito, non può sapere che cosa avviene del feto, sia che lo voglia sia che non lo richieda. Con il disegno di legge in linea generale lo potrà sapere, nella piena garanzia del rispetto all’anonimato o a usi impropri di quei resti”.

“Peraltro, già oggi l’articolo 50 del regolamento di polizia mortuaria approvato nel 1990 prevede che nei cimiteri ‘devono essere ricevuti quando non venga richiesta altra destinazione i nati morti ed i prodotti del concepimento’ come precisato in altro articolo. In realtà, qualcuno sembra spaventato dall’idea che una donna, dopo aver considerato la possibilità di abortire, per qualsiasi motivo decida invece di portare a termine la gravidanza”.

“Ma questo -continuano Rauti, De Carlo e Malan- è chiaramente contemplato dalla legge 194, di cui dicono sempre ‘non si tocca’, a cominciare dall’articolo 1, che parla di ‘tutela della vita umana dal suo inizio’ e specifica che ‘l’interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite’, e dall’articolo 2 che assegna ai consultori anche il compito di aiutare la donna ‘a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza’. Come anche in altre circostanze, sembra che anche qui la sinistra voglia trasformare il diritto in obbligo”.