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Dl Aiuti: cresce ipotesi M5S non partecipare al voto fiducia al Senato

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Roma, 8 lug. (Adnkronos) – Il leader del M5S Giuseppe Conte, assicura chi più gli è vicino, non ha ancora deciso la linea. Sul voto di fiducia al decreto aiuti gli occhi delle forze politiche, ma anche del governo, sono puntate sulle fibrillazioni interne al M5S. Si ragiona, nei piani alti ma anche a Palazzo Madama, su come superare lo scoglio della fiducia, che dovrebbe approdare in Aula giovedì. Perché, il ragionamento, bisogna attendere le risposte che il premier Mario Draghi darà a Conte prima di decidere se abbandonare la nave del governo o restare. E non è detto che le risposte ai 9 punti messi nero su bianco dall’ex presidente del Consiglio arriveranno prima della deadline del dl aiuti, misura che reca in sé la norma dell’inceneritore a Roma invisa ai 5Stelle, tanto da non votare il provvedimento in Cdm.

Per questo sembra prevalere l’ipotesi, riportano fonti beninformate all’Adnkronos, di non partecipare al voto, che al Senato, a differenza che a Montecitorio, non è disgiunto. Alla Camera, infatti, i 5 Stelle hanno votato sì la fiducia, ma si asterranno lunedì dal disco verde sul testo, lasciando platealmente l’Aula. Al Senato il voto è un unicum, dunque su fiducia e dl. Per questo i 5 Stelle sono propensi a non partecipare, così da mettere in sicurezza il governo ed evitando scivoloni, in attesa delle risposte del capo del governo.

Altra ipotesi in campo, spiegano le stesse fonti, è quella di votare favorevolmente, ma solo se da Palazzo Chigi arriveranno chiari segnali di fumo al M5S. Almeno sui punti considerati più determinanti del documento siglato 5Stelle, leggi aiuti e famiglie e imprese, rdc, superbonus. Non necessariamente accordi e accordicchi, “basterebbero anche delle dichiarazioni in cui Draghi assume degli impegni chiari”, spiegano uomini vicini a Conte.