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Auto: Promotor, con questo andamento il 2022 tornerà a livelli anni ’60

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Roma, 2 mag. -(Adnkronos) – I dati di aprile mostrano ancora un dato catastrofico per il mercato dell’auto con un crollo delle immatricolazioni in atto da tempo che ad aprile ha sfondato la soglia, anche psicologica, delle 100.000 unità, livello che in tempi normali soltanto in agosto non viene raggiunto. Lo segnala il Centro Studi Promotor ricordando come le immatricolazioni sono state 97.339 con un calo del 32,98% su aprile 2021 e del 44,4% sull’ultimo mese di aprile ante-pandemia, cioè su aprile 2019. Proiettando il risultato dei primi quattro mesi del 2022 sull’intero anno si ottiene una previsione di 1.117.044 unità, un livello da anni ’60 del secolo scorso.

Le cause che hanno portato a questa disastrosa situazione – spiega il Csp – “in gran parte erano già operanti nel 2020 e nel 2021: ci riferiamo in particolare alla pandemia, al crollo del Pil nel 2020, al recupero soltanto parziale nel 2021 e alla crisi dei microchip affacciatasi nel 2021”. “La situazione del settore dell’auto, che con il suo indotto rappresenta il 12% del prodotto interno lordo italiano, è quindi gravissima ed è assolutamente necessario che il Governo adotti efficaci misure di sostegno. Ma proprio su questo terreno si stanno verificando errori, inefficienze e ritardi intollerabili. Con grande ritardo sull’annuncio, il 6 aprile il Governo ha finalmente adottato gli incentivi promessi con un DPCM, ma ad oggi questi incentivi non sono ancora operativi e secondo notizie attendibili bisognerà aspettare ancora almeno fino a metà mese. E’ una clamorosa dimostrazione dell’inefficienza del sistema italiano – continua Promotor – di cui non vi era certo bisogno e nell’attesa il mercato resta in coma”.

Quando finalmente gli incentivi verranno erogati , secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “si sbloccherà la domanda per circa 200.000 autovetture”. Questo significa che nell’intero anno le immatricolazioni potrebbero arrivare a 1.317.000 immatricolazioni, un livello che mette seriamente in dubbio la tenuta del sistema di distribuzione dell’auto ed a rischio è, in particolare, la tenuta del sistema dei concessionari che, a differenza delle case automobilistiche, non hanno altri mercati su cui trovare compensazioni al disastro italiano e che hanno già visto ridursi il numero delle loro aziende a 1.220, mentre nel 2007, cioè alla vigilia della crisi dei mutui subprime, erano 2.785.

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