Lgbt: a Milano presentata proposta Manifesto Europeo del Turismo, tutti i punti
Milano, 8 apr. (Adnkronos) – E’ stato presentato in occasione degli Stati Europei del turismo Lgbtq+, organizzati a Milano da Aitgl (Ente Italiano Turismo Lgbtq+) sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, Federturismo Confindustria, Comune di Milano e Iglta, la prima bozza del Manifesto Europeo del Turismo Lgbtq+. Una proposta di manifesto che sarà consegnata ai singoli Enti del Turismo internazionale presenti, inviata a tutti singoli Stati dell’Unione e alla Commissione Turismo del Parlamento europeo. Ogni nazione potrà scegliere di aderire ai dettami del manifesto o proporre modifiche per presentare poi il Manifesto Europeo definito in occasione della Convention Iglta di Milano 2022.
Nella bozza condivisa per gli Stati Generali si ritiene “necessario pensare il Turismo Inclusivo come accesso alle esperienze di vita, ovvero andare oltre il concetto dello ‘standard’ valorizzando invece la centralità̀ della persona/viaggiatore con bisogni specifici; e ancora, nella bozza si legge: “L’informazione sull’ospitalità inclusiva non può̀ ridursi a un simbolo, ma deve essere oggettiva, dettagliata e garantita, onde permettere a ogni persona di valutare in modo autonomo e certo quali strutture e servizi turistici sono in grado di soddisfare le sue specifiche esigenze”.
Si ritiene inoltre “necessario promuovere una comunicazione positiva, che eviti l’uso di termini discriminanti. Essa va diffusa in formati fruibili per tutti, e attraverso tutti i canali informativi e promozionali del mondo turistico” e di “promuovere la qualità̀ dell’accoglienza per tutti, ovvero incentivare un cambiamento culturale che generi profondi mutamenti dei modelli organizzativi e gestionali”. Il manifesto ritiene poi “necessario incentivare la formazione delle competenze e delle professionalità̀, basata sui principi del Diversity & Inclusion Management e che coinvolga tutta la filiera delle figure professionali turistiche e tecniche: manager, impiegati, aziende, imprese pubbliche e private. Occorre inoltre aggiornare i programmi di studio degli istituti per il Turismo, tecnici, universitari, dei master e dei centri accademici a tutti i livelli”.
Infine, “per realizzare e promuovere il turismo inclusivo in una logica di sistema si auspica la fattiva collaborazione tra gli Operatori turistici, le Autonomie Locali, gli Enti Pubblici e le associazioni Lgbtq+”. Al Parlamento Europeo i promotori chiedono quindi di “creare linee di indirizzo comuni per gli Stati Membri affinché, l’orientamento sessuale e l’identità di genere e della risoluzione del Parlamento europeo del 28 settembre 2011 sui diritti umani, l’orientamento sessuale e l’identità di genere nel quadro delle Nazioni Unite, assicurino l’adozione di strategie di intervento condivise affinché tutte le persone Lgbtq+, anche in coppia con bambini, possano fruire dell’offerta turistica in modo completo e in sicurezza, ricevendo, senza dover per questo sostenere costi aggiuntivi, servizi sempre adeguati in condizioni di parità con gli altri fruitori”.
Questo principio, rimarcano, significa “poter introdurre nella normativa delle professioni turistiche, la necessità di inserire nei curricula scolastici e universitari relativi alle professioni turistiche una adeguata formazione in tema di turismo Lgbtq+ Nella classificazione alberghiera ed extralberghiera, considerare, come criteri di qualità differenzianti e premianti i seguenti: garantire la sicurezza e la libertà del viaggiatore Lgbtq+ di essere sé stesso; non discriminare la clientela Lgbtq+, garantendo loro lo stesso trattamento riservato alla clientela eterosessuale e a vigilare e a far in modo che il proprio personale abbia un comportamento rispettoso nei loro confronti”. E infine, “tutelare e rispettare, adottando tutte le misure previste dalla legge, la privacy della propria clientela Lgbtq+ e “impegnarsi per l’integrazione di eventuale personale Lgbtq+ all’interno della propria azienda”.

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