Ucraina: volontario Mediterranea bloccato a frontiera lascia Paese, arrivato in Polonia (2)
“Vogliamo pubblicamente ringraziare – dice Mediterranea Saving Humans – la diplomazia italiana, a partire in particolare dall’Ambasciata d’Italia a Leopoli, che ha seguito passo dopo passo il caso giocando un ruolo determinante nella sua positiva soluzione, fino all’Unità di crisi e ai vertici della Farnesina a Roma. Ma anche le autorità ucraine che, ad ogni livello, a Roma, Kiev, Leopoli e in frontiera hanno collaborato fattivamente. Mentre guardiamo sgomenti all’atroce e vigliacco massacro operato dalle forze armate russe a Bucha – prosegue l’ong – e raccogliamo le drammatiche testimonianze di donne e bambini in fuga da città come Mariupol e Kharkiv, che sono adesso in salvo con noi, torniamo consapevoli del piccolo contributo dato negli ultimi giorni alla necessaria lotta contro la guerra”. “Grazie alla coraggiosa iniziativa assunta da decine di associazioni cattoliche e laiche, a partire dalla Papa Giovanni XXIII – sottolinea l’organizzazione di soccorso della società civile italiana -, abbiamo potuto portare la nostra testimonianza di pace nelle strade di Leopoli, consegnando aiuti umanitari sempre più necessari alla popolazione civile ucraina e mettendo in salvo altre decine di profughi dalla guerra. Siamo consapevoli della sproporzione delle forze di fronte alla mostruosità di quanto sta accadendo – conclude Mediterranea -, ma non ci fermeremo e non ci arrenderemo: non vogliamo lasciare indietro nessuno, in terra come in mare. Quel Mediterraneo dove altri profughi continuano a perdere la vita e verso il quale la nostra nave Mare Jonio salperà nei prossimi giorni”. Oggi alle 15.30 primi van di Mediterranea rientreranno a Mestre con a bordo le persone in fuga dalla guerra.

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