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Energia, fonti Palazzo Chigi: “No valutazioni su stato allarme”

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Roma, 1 apr. (Adnkronos) – “Da parte del Governo non è in corso alcuna valutazione sull’attivazione dello ‘stato di allarme’ relativo alla crisi energetica. Ogni notizia in merito riportata sugli organi di informazione è destituita di fondamento. Permane lo stato di preallerta che comporta il costante monitoraggio della situazione”. E’ quanto filtra da fonti di Palazzo Chigi, in merito alle notizie circolate nelle ultime ore, dopo la decisione del Cremlino di insistere sul pagamento in rubli del gas.

La mancata conferma del pagamento del gas in rubli “non significherà” che le forniture di gas saranno interrotte da oggi, ha spiegato in giornata il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Il decreto firmato ieri dal Presidente non lo prevede. Il pagamento delle forniture in corso non viene effettuato oggi, è effettuato alla fine della seconda metà del mese, aprile, o anche all’inizio di maggio”, ha aggiunto, citato dall’agenzia Tass.

”Abbiamo avanzato la richiesta di far pagare il nostro gas in rubli. Durante il colloquio telefonico, il presidente Putin ha dato delle spiegazioni molto esaustive al presidente Draghi, su come possano essere effettuati tecnicamente questi pagamenti. Siamo pronti a effettuare le nostre forniture secondo i volumi precedentemente concordati”, ha detto l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov in un’intervista a ‘Quarto grado’ su Retequattro.

”Ci dicono che queste sono violazioni delle clausole contrattuali di pagamento. Ma, secondo voi, il blocco di quasi 300 miliardi in valute estere delle riserve della nostra Banca Centrale non è una violazione degli obblighi dei Paesi che hanno preso queste decisioni?”.

Gazprom, colosso russo dell’energia, ha reso noto che le “notifiche sulle nuove procedure per il pagamento in rubli sono state inviate oggi ufficialmente alle controparti” ma anche -scrive l’agenzia Tass- che la Commissione governativa per il controllo degli investimenti stranieri in Russia si riserva il diritto di emettere eccezioni a queste regole per singoli acquirenti. “Gazprom rispetta incondizionatamente e pienamente le richieste della legge russa”, precisa un comunicato dell’azienda, in cui si ricorda che le nuove procedure per i Paesi ostili sono entrate in vigore oggi. A tali acquirenti, si ribadisce, si richiede di aprire “conti speciali” in rubli e in valuta presso Gazprombank. “La conversione dalla valuta straniera ai rubli sarà effettuata sui mercati russi. In caso di pagamento incompleto, i russi sono autorizzati a chiudere le consegne.

“Abbiamo ricevuto la comunicazione da parte di Gazprom e la stiamo analizzando. Per il momento non abbiamo altri commenti”. Ad affermarlo è l’Eni in merito alla notifica che il colosso russo del gas ha inviato ai propri clienti.

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