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Ucraina: pronipote Tolstoj, ‘vivo guerra piangendo, mio bisnonno sarebbe dispiaciuto’

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Milano, 8 mar. (Adnkronos) – “Vivo questa situazione piangendo. Piango per le persone che stanno morendo e perché rivivo quello che ho vissuto durante la Seconda guerra mondiale, che ho trascorso con mia nonna, la figlia di Tolstoj”. Risponde al telefono dalla Svizzera, dove vive, Marta Albertini, pronipote di Lev Tolstoj, scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo, emblema della letteratura mondiale. La voce pacata e ferma, Marta non si dà pace per quanto sta accadendo in Ucraina. “Non ho molto da dire, tranne che provo molta tristezza e molta preoccupazione per il futuro, per i miei nipoti e per i giovani – dice Albertini all’AdnKronos -. I russi si stanno già rivoltando contro Putin, almeno chi riesce a farlo. Credo che quest’uomo abbia una capacità di distruzione infinita, ahimè. Niente lo potrà fermare, neanche tutti i pacifisti del mondo”.

Il suo illustre bisnonno Tolstoj era amico di Gandhi, il più grande simbolo della lotta pacifista. “Non si sono mai visiti, ma hanno corrisposto – racconta Albertini -. Questo per sottolineare il clima di antiguerra che c’era in famiglia”. Albertini, che ha 85 anni, ha da poco dato alle stampe ‘Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj’, libro di memorie su alcune delle donne più importanti nella vita dello scrittore. Sua nonna era Tat’jana L’vovna Tolstaja, secondogenita e prima delle figlie femmine dello scrittore, sua madre Tat’jana Michajlovna Suchotina, nipote prediletta dello scrittore russo, che nel 1930 sposò Leonardo Albertini, figlio di Luigi Albertini, fondatore e direttore del ‘Corriere della Sera’. “Cosa direbbe il mio bisnonno su questa tragedia umana? Credo si rifuggerebbe sempre di più nel suo eremo, nella sua famiglia – osserva Albertini -. Penso che si dispiacerebbe come posso farlo solo io, essendo totalmente impotente. Guardando la televisione, vedendo queste donne, oggi poi in particolare”.

Dall’ultima volta che ha visitato l’Ucraina sono passati 10 anni ma il ricordo di quei luoghi è ancora vivo. “Sono stata anche in Crimea, dove Tolstoj trascorse un anno della sua vita, a Jalta – afferma -. La Crimea è bellissima, Odessa è bellissima… sono dei posti magici come non li possiamo immaginare e non li vedremo forse mai”. La Russia di oggi, invece, non le ricorda affatto quella dell’Unione Sovietica. “Non credo si possano paragonare – rimarca Albertini -. I ricordi di mia nonna erano quelli di una persona che aveva lottato contro le imposizioni del regime ma silenziosamente, perché non poteva fare diversamente. In Russia c’è una ribellione silenziosa, purtroppo. Noi non abbiamo nessuna notizia della nostra famiglia perché chiaramente sono tutti degli oppositori di quanto sta succedendo. Non sono in contatto con altri pronipoti del mio bisnonno, per rispetto verso loro”.

Se c’è una lezione che Marta sta imparando da questa guerra è quella del dialogo. “Parliamoci, parliamoci, parliamoci. Facciamolo il più possibile – dice -. Esponiamo le nostre idee, rispettiamo gli altri. Anche in seguito al Covid c’è meno rispetto, meno generosità, sono un po’ avvilita”. Marta Albertini ha quattro figli, sei nipoti e una bisnipote. Di cultura francofona, ha vissuto tra Parigi, Roma, Istanbul, Londra e Orvieto. E ha frequentato Storia dell’arte per quattro anni all’École du Louvre, specializzandosi in Storia dell’arte del mondo islamico. “Sono francofona – sottolinea -. Mia madre e mia nonna non hanno voluto insegnarmi il russo perché pensavano che non sarebbero mai tornate in Russia. Mia nonna non l’ha mai fatto ma mia madre sì. La Russia è un Paese di una bellezza rara, quasi quanto la Francia. Oggi questi sentimenti di tristezza che provo li condivido con molte persone, anche se non hanno avuto la fortuna di avere come bisnonno Leone Tolstoj. Spero in tempi migliori, soprattutto per i giovani”. (di Federica Mochi)

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