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**Eutanasia: aula Camera respinge emendamenti, Bazoli ‘testo frutto mediazione’**

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Roma, 2 mar. (Adnkronos) – Sono stati tutti respinti gli emendamenti all’arti. 1 della legge sul fine vita all’esame oggi della aula di Montecitorio. I lavori sono ora sospesi e riprenderanno dopo il question time. Le modifiche discusse stamattina erano state presentate dal centrodestra ma sono state tutte bocciate. Regge insomma l’asse tra Pd, M5S, Leu e Iv che sostiene il provvedimento già frutto di un lungo lavoro di mediazione in commissione, come ha ricordato il relatore dem Alfredo Bazoli.

“Noi -ha premesso Bazoli intervenendo in aula alla Camera- stiamo cercando di disciplinare qualcosa che c’è già nel nostro ordinamento, perchè la sentenza della Consulta ha già stabilito che non è illecito l’aiuto al suicidio di persone che sono in certe condizioni. Questa cosa c’è già e se non la discipliniamo con una legge, saranno i giudici di volta in volta a stabilire se quelle condizioni ci sono o meno e questo porta a grande incertezza. Quindi noi abbiamo il dovere di fare una legge per tutelare persone che si trovano in particolari condizioni di fragilità”.

“Questo è il punto di partenza e di qui noi siamo partiti. Abbiamo cercato di tenerci il più vicino possibile alla sentenza della Consulta come possibile terreno per un’intesa larga e di mediazione tra punti di vista diversi. Questo è il compito della politica, soprattuto su temi delicati come quelli bioetici. Il compito della politica è la mediazione che significa che ciascuno rinuncia a qualcosa”. Una mediazione raggiunta, secondo Bazoli, nei lavori di commissione da cui è uscito un testo per l’aula “profondamente diverso dal testo base” con cui si era partiti “perchè figlio di un grande lavoro di emendamenti di tutte le forze politiche e di tutte le sensibilità”.

Quindi, a fronte della discussione di stamattina sugli emendamenti in aula, Bazoli ha richiamato tutte le forze politiche: “Se noi continuiamo a portare i punti di vista di partenza, perdiamo di vista lo sforzo di trovare un minimo comun denominatore e raggiungere l’obiettivo di fare una legge e sottrarre all’incertezza e alla differenza di trattamento persone già in difficoltà nell’accesso a questa facoltà che, ripeto, è già nell’ordinamento per effetto della sentenza della Consulta”.

“Io -prosegue il relatore Pd- penso che sia stato fatto un buon lavoro. Ci sono cose che noi abbiamo aggiunto rispetto alla sentenza della Corte. Cose che in parte restringono le maglie come la patologia reversibile a prognosi infausta, l’abbiamo aggiunto per che ritenevamo che fosse utile a circoscrivere le patologie che possono dare accesso a questa facoltà. Abbiamo aggiunto che le sofferenze devono essere sia fisiche che psicologiche”.

“E abbiamo allargato” rispetto alla sentenza della Consulta “dove abbiamo inserito la condizione clinica irreversibile senza la quale dj Fabo non avrebbe potuto accedere” al suicidio assistito. Quindi, ha concluso Bazoli in aula, c’è stato “un grande sforzo di mediazione e io difendo questa mediazione rispetto ai punti di vista diversi che sono in questa aula perchè questo è il compito della politica”.

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