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Ucraina: padre Albano (Romania), ‘impossibile distribuire aiuti, russi sparano a chi si muove’

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Roma, 1 mar. (Adnkronos) – “Stanno scappando i più ricchi, soprattutto mamme con bambini, perché gli uomini restano a combattere. Al momento da noi si fermano in pochi, un paio di notti al massimo. Ma prevediamo che tra 10-15 giorni avremo un grande flusso”. Ne parla con l’Adnkronos padre Albano Allocco, padre somasco italiano, operativo a Baia Mare, in Romania, a 60 km dal confine con l’Ucraina, dove gestisce un orfanatrofio ed ha attivato da qualche giorno una rete di soccorso ed accoglienza degli sfollati ucraini.

“Flussi di alcune migliaia di persone, ieri ce ne erano circa 14mila, ospitate tra monasteri ed altre strutture” per i quali “abbiamo organizzato una raccolta di viveri e coperte, diretta anche al sud dell’Ucraina ed a Kiev che ci ha chiesto tra l’altro aiuti medicali per i feriti come bende, disinfettanti. Ci danno l’input e noi raccogliamo”.

Da risolvere il problema della distribuzione sul territorio ucraino: “I russi in questo momento sparano a chiunque si muove. L’idea iniziale di una colonna di camion per il trasporto è dunque decaduta. L’accordo con Kiev adesso è il seguente: noi portiamo le forniture in frontiera. Saranno poi i loro mezzi blindati a distribuire cibo e vettovaglie sul territorio”, spiega.

Con chi siete in contatto? “Con l’unità di crisi della regione carpatica e con le caritas cattoliche in Ucraina. Cooperiamo anche con la Croce Rossa maltese, i riformati ortodossi e centri di accoglienza per bambini e mamme in particolare – risponde – Al momento la distribuzione è sospesa, ci stiamo coordinando. Lavoriamo sulle urgenze con i nostri volontari alla frontiera che danno da mangiare e da bere agli sfollati e l’accoglienza notturna”.

Fitta la rete di solidarietà che si è attivata in Italia per padre Albano: “Aiutiamo da sempre la missione di padre Albano, che si occupa di ragazzi di strada. Noi del Comitato Medjugorje di Chieri, con il Sermig di Torino stiamo raccogliendo cibo e coperte, già sono stati raccolti due tre tir di materiale. Attendiamo disposizioni per l’invio”, racconta Gianni Pinton, del Comitato di Chieri all’Adnkronos.

Diverso il contributo a padre Albano di Missioni, diretto a Roma da Nando Lozada. “Abbiamo attivato una raccolta fondi, per l’affitto dei tir che costa dai 900 ai 4mila euro e l’acquisto direttamente sul posto di alimentari, coperte, materassi, medicinali. In due giorni – dice all’Adnkronos – attraverso un link, tramite carta di credito, abbiamo ricevuto 16mila euro. Per il resto, indirizziamo chi vuole donare direttamente prodotti alla chiesa ortodossa ucraina, a piazza dei Monti”.

(di Roberta Lanzara)

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