M5S: libro Sabatini (Casaleggio), ‘rete invisibile per scelta candidati, tra requisiti fedeltà al capo’ (3)
(Adnkronos) – “Se i processi e gli autori delle valutazioni erano invisibili, gli effetti, invece, erano davanti agli occhi di tutti. Si scatenò una reazione deflagrante tra gli attivisti su diversi piani, anche e soprattutto, politici. Iniziò la lacerazione dei cosiddetti meetup, e, soprattutto, venne scardinata la fiducia degli attivisti nell’impianto di democrazia interna del MoVimento”, si legge ancora in ‘Lady Rousseau’.
“Fu in quei momenti che iniziai a vedere come possedere il potere di designare qualcuno stava cambiando le persone che conoscevo da anni. La possibilità di fare nomine, soprattutto una volta arrivati al governo, sarebbe stato il punto di non ritorno di una classe dirigente che, scoprendo ‘l’anello del potere’, non sarebbe stata mai più disposta a tornare indietro – accusa nel suo libro Sabatini – e, soprattutto, sarebbe arrivata a dichiarare guerra a chi – come Davide e me – voleva mettere in piedi un processo di attribuzione nomine aperto e trasparente”.
“Si creò così in vista delle politiche 2018 un’alchimia esplosiva: un vaglio dei candidati mosso o dalla simpatia o dalla vicinanza al referente regionale oppure sulla base di una presunta capacità elettorale di “portare voti”. Nessuna limpidezza nella selezione, nessuna valorizzazione del merito nella valutazione. Nulla. Giudizi soggettivi, spesso frettolosi e guidati da un obiettivo distorto: prendere voti”.

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