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Sanremo: Mattarella al concerto di Mina, il ricordo dell’amico ‘Bellissima serata’/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Tra i due fratelli Mattarella, quando si andava in vacanza, il “capofila” era Piersanti. “Sergio era un po’ più timido, ma faceva parte della comitiva”. “Ricordo che anche nelle riunioni di famiglia si prestava simpaticamente a servire agli amici le varie pietanze, ad esempio. La moglie Marisa era una donna molto vivace e simpatica. Cantavamo anche le canzoni di Patty Pravo, ricordo ad esempio ‘Pensiero stupendo’.

Sergio e Piersanti Mattarella erano appassionati anche dei Beatles, come ricorda Todaro, e della Scuola di Genova. Tornando a parlare del concerto di Mina, aggiunge: “Ricordo che quella sera facemmo una lunghissima passeggiata e ricordo che tirammo fino a notte tarda a ripetere e cantare le canzoni, non solo Mina”. Sergio Mattarella, come ricorda l’avvocato Todaro, è sempre stato anche “amante della lirica”. Antonio Todaro e i fratelli Mattarella si conobbero tra la fine degli anni ’50 e gli inizi degli anni ’60. “Io mi stavo laureando e Piersanti era l’assistente di Salvatore Orlando Cascio (padre di Leoluca Orlando, ndr.) in Diritto privato – dice – Ma i rapporti si intensificarono dieci anni dopo, quando lui iniziò il suo impegno in politica”. “Io, da fraterno amico, avevo previsto un percorso illuminato, ma non certo il Quirinale”. E ricorda quando fondò ‘Il Gruppo Politica’ con Piersanti Mattarella. Antonio Todaro, negli anni Settanta era a capo del ‘Gruppo Politica’, l’iniziativa di formazione all’impegno socio-politico, proposta nel 1977, da Piersanti Mattarella e da altri suoi giovani amici e collaboratori. “Io avevo la certezza che dopo la morte di Piersanti, Sergio avrebbe fatto politica- racconta – aveva talento”. L’attuale Capo dello Stato non faceva ancora politica attiva, teneva il suo spazio discreto e riservato. “Ma la contiguità totale più frequente era quella con suo fratello. Gli altri sì hanno avuto delle confidenze dal Governatore ma mai quanto Sergio”. dice. “Io ero convinto che Sergio avrebbe avuto un sicuro successo, ma la Presidenza della Repubblica non la immaginavo”.

“Ma avevo previsto, tre mesi fa, la sua rielezione”. E ci tiene a dire che il discorso fatto ieri dal Capo dello Stato al giuramento in aula, è stato “illuminante”. “E strepitoso”. Poi Todaro rievoca quel 6 gennaio del 1980 quando Piersanti Mattarella venne ucciso davanti alla sua abitazione. “Il Presidente era stato il consigliere più diretto di Piersanti, gli altri raccontano con enfasi questo ruolo, ma quello che gli era più vicino era proprio Sergio”. Poi la voce si incupisce e dice commuovendosi: “Ricordo con quanta delicatezza, subito dopo l’omicidio di Piersanti, Sergio carezzava le mani del feretro in segno di affettuosa dedizione…”. (di Elvira Terranova)

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