**Scuola: Rete nazionale didattica in presenza a Ronzulli, ‘dad solo per positivi sintomatici’**
Roma, 1 feb. (Adnkronos) – “Le ultime dichiarazioni rilasciate da un membro del Cts destano enorme preoccupazione circa una eventuale differenziazione di quarantena prevista per i bambini e ragazzi non vaccinati, e denotano una generale valutazione favorevole alla didattica a distanza come valida alternativa alla scuola in presenza per i non vaccinati (tra i quali vengono annoverati anche i bambini e ragazzi ai quali sia stato somministrato il ciclo primario)”. Lo scrive in una lettera a Licia Ronzulli, Presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, la Rete nazionale didattica in presenza che chiede: “la didattica a distanza sia prevista solo ed esclusivamente per studenti positivi sintomatici” poiché “i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze sono allo stremo e ci stanno inviando chiari segnali”.
“Questa modalità – prosegue la lettera – creerebbe una discriminazione in essere, sulla base di una condizione sanitaria, legata ad una libera scelta dei genitori o dei giovani stessi, con i rischi gravissimi che qualunque differenziazione comporta in individui che stanno formando la loro coscienza sociale, civile e politica. Non solo. La didattica a distanza, come aveva ricordato il Presidente del Consiglio Mario Draghi, crea disparità sociale. Sono molte le voci dei pediatri e neuropsichiatri che in questa pandemia hanno denunciato i gravi danni che la Dad comporta anche a livello cognitivo, mentale e didattico. La scelta del Governo fatta ad agosto di escludere la didattica a distanza è stata fortemente voluta in quanto i dati sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti sono allarmanti: i reparti ospedalieri non sono pieni di studenti ammalati di Covid (se non pochi casi in forma lieve) ma di adolescenti che provano a togliersi la vita…è questa la realtà con cui dobbiamo fare i conti”.
“Occorre inoltre, riguardo alla Dad, ricordare le parole del Consiglio di Stato del 1 aprile 2021: “Non appare una razionale motivazione la priorità assegnata alla precauzione sanitaria e fronte della grave compressione del diritto all’istruzione, anch’esso costituzionalmente tutelato.” Il Tar Lazio il 26 aprile 2021 ha indicato che “è la chiusura ad avere conseguenze per la salute degli adolescenti”. Prevedere la didattica a distanza per una sola categoria di studenti ripropone con le stesse cadenze il tema del bilanciamento necessario tra misure restrittive e tutela della salute anche psichica di quella categoria. L’enorme disagio che vivono i bambini e gli adolescenti, è stato riportato da Repubblica qualche giorno fa, è certamente dovuto a restrizioni sanitarie così pesanti, e a volte inutili, che determinano un lockdown selettivo e continuo per i più giovani. La nostra Rete – conclude – continuerà a contrastare in maniera sempre più forte ogni misura che si configuri come danno diretto o indiretto alla salute e al benessere psico-fisico dei minori e degli adolescenti”.

I commenti sono chiusi.