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Scuola: Costarelli (presidi Lazio), ‘ancora niente semplificazioni, D’Amato confida in calo contagi’

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Roma, 1 feb. (Adnkronos) – “Sono settimane che sentiamo parlare di semplificazione. E’ passato quasi un mese. I giorni passano e non è stato semplificato nulla. Ieri noi dell’Associazione nazionale presidi per il Lazio abbiamo incontrato ufficialmente l’assessore alla sanità D’Amato. L’Assessore ci ha detto di confidare che nelle prossime settimane continui il calo e così le cose potranno semplificarsi da sé”. Lo riferisce all’Adnkronos la presidente dei presidi del Lazio, Cristina Costarelli che commenta: “per quanto concerne la salute pubblica siamo contenti che sia possibile il calo, ma dall’altro siamo sconfortati. Vuol dire che alla scuola proprio non ci stanno pensando. Ad oggi ancora è il nulla. Scuola dimenticata”.

Si semplificherebbe con la dad ai non vaccinati? “Noi siamo della idea che creare disparità non sia la strada giusta. Lo stiamo vedendo in queste settimane: classi con due positivi ridotte con 3, 5 , 8 presenze, così era oggi al Newton. Se l’idea di Costa dovesse andare in porto – preannuncia Costarelli – si replicherà ciò che stiamo già vivendo adesso: stanno tutti a casa. E’ una misura che non ha senso, sia sotto il profilo dei diritti che sul fronte pratico. Se in una classe sono quasi tutti non vaccinati, staranno tutti a casa. Ma ovviamente noi faremo ciò che ci verrà detto”.

E nel frattempo? “Siamo in attesa. Non possiamo fare nulla. E non viene attuato nulla. Niente hub vaccinali. Niente ffp2, che anche se già predisposte per decreto, non hanno avuto seguito con circolare ministeriale sulle modalità d’attuazione; nessuna notizia dalle Asl su come gestire i tamponi gratuiti. Tutto è come era prima – scandisce la dirigente – Si va avanti con questa ddi che non funziona né per gli studenti né per gli docenti. Gli studenti soffrono giustamente per l’inseguimento al voto in presenza, ma d’altro canto come criticare i docenti? Sempre in corsa al recupero…E’ una necessità, non per infierire, ma per dare una opportunità ai ragazzi…”. Meno compiti in classe? “No, ogni scuola stabilisce i propri criteri di valutazione. In linea generale- conclude – si ragiona su almeno 3 prove a quadrimestre”.

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