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**L.elettorale: fronte proporzionale nel Pd, tra centristi Iv si smarca, ‘non è priorità’**

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Roma, 31 gen. (Adnkronos) – “Ora proporzionale e polo moderato con Fi e Renzi”, diceva appena stamattina in un’intervista Giovanni Toti. Ma Italia Viva si smarca. “Non è una priorità”, spiega il renziano Marco Di Maio all’Adnkronos. Stessa lunghezza d’onda dell’azzurro Antonio Tajani. La maggioranza Ursula per il proporzionale latita. “Troppo presto, occorre fare alcuni passaggi”, dice un parlamentare centrista. E anche un super ‘esperto’ Pd ne conviene: “Non voglio nemmeno parlarne perchè per ora sono solo chiacchiere”.

E poi, particolare non poco, c’è anche da salvaguardare il governo Draghi appena ripartito. Lo schema Ursula tiene fuori la Lega e, avverte sempre Di Maio, “ci mancherebbe che il presidente Draghi incontrasse delle difficoltà nell’attuare l’azione di governo perché i partiti si mettono a discutere di proporzionale sì o proporzionale no e di tutte le relative subordinate”. Ed inoltre diffida dal “motivare la modifica della legge elettorale con quello che è successo questa settimana sul Quirinale, è un grosso errore: quello che è avvenuto sull’elezione del presidente della Repubblica, è da imputarsi alla incapacità politica di una parte delle forze presenti in Parlamento”. Insomma, una frenata sul ‘grande centro’ che pure ad alcuni sembrava imminente.

Nel Pd il fronte proporzionalista già presente, si rafforza dopo che Enrico Letta ha dato il via libera a cambiare “la legge più brutta che ci sia”. Lo fanno i Giovani Turchi di Matteo Orfini, da sempre proporzionalisti. Anche il vicesegretario Peppe Provenzano interviene: “Penso che il sistema proporzionale possa, meglio di altri, contribuire a ricostruire il sistema dei partiti che è fondamentale”. E la fa anche Base Riformista. Il coordinatore Alessandro Alfieri: “Registriamo che lo spazio in Parlamento sia più ampio di qualche mese fa”. Lo sguardo è rivolto alla forze di governo di centrodestra, Lega e Fi. Muoversi nella riforma all’interno del perimetro della maggioranza “è un tema politico ineludibile”, dice Emanuele Fiano, relatore del ‘Brescellum’.

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