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Mafia: Presidente Tribunale Palermo, ‘Mattarella omicidio politico-mafioso, ora verità’/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Una pronuncia recente. “Ovviamente è una sentenza di primo grado – dice – il giudizio di appello è stato rinviato al 2023, quindi non è una vicenda su cui ci sarà certezza processuale in tempi brevi. Nella sentenza ci sono una serie di indicazioni di grandissimo interesse che richiamano in maniera puntuale l’impostazione data all’origine da Giovanni Falcone, e poi ulteriormente sviluppata dal giudice istruttore Gioacchino Natoli. Nella stessa sentenza si richiama l’audizione fatta da Giovanni Falcone davanti alla Commissione antimafia. Questa audizione viene considerata come il testamento, il ‘lascito civile’ di Giovanni Falcone”. E il magistrato cita una parte della sentenza in cui emerge che l’omicidio di Piersanti Mattarella “non è stato solo un omicidio di mafia ma anche un omicidio politico”, maturato in un contesto che comprendeva convergenze operative tra mafia e ‘antistato’. “Questa indicazione è la conclusione di un ragionamento molto articolato che viene fatto – dice ancora il Presidente del Tribunale di Palermo – Ci sono una serie di elementi ulteriori che vengono presi in considerazione dalla Corte d’assise di Bologna” – spiega – “c’è poi una tematica molto più ampia, che forma oggetto della sentenza e comprende le questioni sul ruolo di Pippo Calò, di cui si parla”. “In sostanza viene recepita l’impostazione che aveva dato il giudice istruttore di Palermo nel 1991”.

“Io ho notato che in effetti l’impostazione che è alla base di questi ultimi sviluppi processuali è largamente coerente con la visione che all’inizio dell’indagine sull’omicidio Mattarella era stata data dai protagonisti della storia di quel periodo – aggiunge Balsamo – Il commento del cardinale di Palermo Salvatore Pappalardo che nell’omelia del funerale di Piersanti Mattarella dice che oltre alla mafia ‘ci devono essere anche altre forze occulte’. Oppure, Pio La Torre, che subito dopo l’assassinio fa un parallelo tra l’omicidio Mattarella e l’omicidio di Aldo Moro, parlando di una ‘analogia politica impressionante’. E poi dice che l’attentato ‘avviene mentre a Palermo avvengono alcuni fatti sconvolgenti’. ‘Siamo di fronte a una scalata terroristica che colpisce sempre più in alto’. La Torre parla di ‘convergenza obiettiva tra mafia e terrorismo’. Particolarmente interessante è poi il commento che fa Pio La Torre nel momento in cui presenta la sua proposta destinata poi a divenire la legge Rognoni-La Torre. Il 6 marzo 1980, quando annuncia in Parlamento la proposta di legge dice: ‘Nel quadro della involuzione politica nazionale verificatasi dopo l’omicidio di Aldo Moro la mafia, specialmente in Sicilia, diventa più sfrontata, sfida sempre più apertamente lo Stato democratico, mutando anche i metodi del terrorismo politico. Ci troviamo oggi di fronte ad una convergenza, ad un intreccio di rapporti. Si tratta di capire fino in fondo come si svolgono certe trame e che cosa ci sia dietro di esse’. E’ molto interessante notare che proprio questo termine, cioè ‘convergenza’, viene usato nell’ordinanza-sentenza del giudice istruttore, secondo cui «è lecito supporre che si sia verificata una deliberata convergenza di interessi, rientranti tra le finalità terroristico-intimidatrici dell’organizzazione ed interessi connessi alla gestione della “cosa pubblica”».

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