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Covid: gestore night club, ‘noi discriminati, ristoranti e pub lavorano come locali notturni’ (3)

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(Adnkronos) – Come Extasià “abbiamo la fortuna di essere un locale abbastanza conosciuto e quando abbiamo riaperto abbiamo ingranato subito, ma altri hanno avuto molte difficoltà”. In ogni caso “non si lavora più come prima della pandemia”. Oggi “magari c’è il cliente che spende un po’ di più, ma la quantità di gente è calata”, tanto che da un fatturato di 1-1,3 milioni di euro l’anno il night club ha perso oltre la metà del giro d’affari nei due anni del Covid. Il locale ha ricevuto circa 55mila euro di ristori, l’affitto ammonta a 6-7mila euro mensili. “Non ho avuto niente per mangiare, per fortuna avevo qualche soldo, ma ho dovuto vendere la casa di mio padre”, dice Loiodice.

Anche sul fronte del personale “abbiamo perso parecchia gente. Io sono stato fortunato, ma alcuni locali sono stati disastrati e per molti mesi hanno avuto due o tre ballerine”. In più “molte sono sparite: con il lockdown molte di queste ragazze hanno dovuto fare un altro tipo di lavoro”, dandosi alla prostituzione. “Molte hanno visto che guadagnavano in un’ora quello che prendevano in una settimana come ballerine e hanno cambiato mestiere”. Con il lockdown “è come se lo Stato avesse spinto queste persone a fare un altro mestiere. Molte donne si sono buttate lì perché non avevano alcun tipo di sostegno economico”.

Ora, conclude il gestore dell’Extasià, “chiediamo solo che ci lascino lavorare e non ci prendano sempre come capri espiatori. O chiudono tutti i locali o non chiude nessuno. Noi almeno siamo anche più controllabili”.

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