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(Adnkronos) – Sette anni dopo l’Italia che aspettava di conoscere il suo successore era completamente cambiata. Il boom economico aveva lasciato spazio alla recessione; era in atto un profondo mutamento della società e del costume testimoniato dall’approvazione della legge sul divorzio; era iniziata la stagione della contestazione; quella del centrosinistra volgeva al termine e si era inaugurata la fase dei Governi Rumor; la Dc era alla ricerca di una nuova linea politica, con Moro che dava inizio alla strategia dell’attenzione nei confronti del Pci.

All’avvio delle votazioni, il 9 dicembre del 1971, i partiti si presentarono con candidati di bandiera. Quello ufficiale della Dc era Amintore Fanfani, in quel momento presidente del Senato, non per niente definito da Indro Montanelli ‘Il Rieccolo’. Osteggiato stavolta dal Pci, oggetto di una campagna di stampa ostile de ‘Il Manifesto’, dovette ben presto fare i conti anche con gli avversari del suo partito, dove erano sempre in servizio permanente effettivo i franchi tiratori.

Quando assistendo allo spoglio accanto al presidente della Camera, Sandro Pertini, lesse su una scheda ‘nano maledetto, non sarai mai eletto’, comprese che ancora una volta la sua corsa era destinata a fermarsi prima di raggiungere l’agognato traguardo.

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