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Immunologa Menghi: “Sistema immunitario il più dinamico dell’organismo”

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Roma, 24 nov. (Adnkronos Salute) – “Quello immunitario è il sistema più dinamico del nostro organismo. È qualcosa che inizia a svilupparsi fin dalle prime settimane dopo il concepimento. Dalla nascita in poi continua a crescere, ad acquisire informazioni e a modulare tantissime risposte, non solo quella nei confronti di virus e batteri ma anche tutto quello che riguarda le situazioni di infiammazione cronica. Ecco perché il nostro sistema immunitario continua costantemente a cambiare, perché si interfaccia con l’ambiente esterno di cui fa parte anche tutto ciò che noi introduciamo nel nostro organismo dall’esterno. È chiaro che l’alimentazione assume un ruolo fondamentale nella modulazione immunologica e nel processo di infiammazione cronica che viene modulata poi dal nostro sistema immunitario. Quest’ultimo può essere un grandissimo alleato per aiutare a spegnere i processi infiammatori ma se l’infiammazione nel tempo si protrae, il sistema immunitario non è più in grado di modularla correttamente e questo contribuisce allo sviluppo di patologie infiammatorie croniche e porta a un invecchiamento cellulare precoce”. Così Ginevra Menghi, specialista in Allergologia e immunologia clinica, intervenendo in occasione del webinar “Stress da nuova normalità: come sorreggere il sistema immunitario nel post pandemia?” organizzato con il supporto di Boiron.

All’incontro – moderato da Federico Luperi, direttore Innovazione e nuovi media del Gruppo Adnkronos – hanno preso parte anche Antonio Benedetti, presidente della Federazione italiana delle società delle malattie dell’apparato digerente (Fismad) e direttore della Clinica di gastroenterologia degli ospedali Riuniti – Università Politecnica delle Marche. Tra i temi trattati: Come si costruisce il sistema immunitario? C’è un modo per sostenere il nostro sistema di difesa messo a dura prova da nuove forme di stress, a causa della pandemia, e già sotto pressione dallo stagionale cambiamento del clima e dall’esposizione ai virus influenzali e del raffreddore?

“Dobbiamo prenderci cura del nostro sistema immunitario – raccomanda Menghi – adottando uno stile di vita sano attraverso un’alimentazione che comprenda micro e macronutrienti fondamentali per il macrobiota, che è uno degli attori principali all’interno del nostro sistema immunitario, e l’attività fisica quotidiana evitando la sedentarietà. Studi dimostrano che dopo 10 minuti che un bambino corre all’aperto aumenta la sua produzione di IgA secretorie, gli anticorpi che rivestono le nostre mucose respiratorie che servono come prima linea di difesa contro virus e batteri. Quindi avere uno stile di vita che contempli ore trascorse all’aperto ha un’importanza fondamentale anche dal punto di vista immunologico”.

Secondo l’esperta possiamo aiutare il sistema immunitario, “ad esempio – spiega Menghi – riducendo l’infiammazione cronica che deriva dal lavoro, da uno stile di vite sbagliato e dallo stress psico-fisico cronico al quale siamo sottoposti tutti noi. Per sostenere il nostro sistema immunitario, occorre utilizzare terapie immunomodulanti. Non dobbiamo stimolarlo eccessivamente ma dargli solo quello di cui potrebbe avere bisogno. Prendiamo l’esempio della vitamina D: anche in Italia tendiamo ad esserne carenti nei mesi invernali, perché conduciamo una vita all’interno di ambienti chiusi: più del 70% delle donne ha questo problema. Tuttavia, la vitamina D ha un’azione immnunomodulante fondamentale, quindi fornire le giuste quantità di vitamina D al sistema immunitario è sicuramente positivo”.

“Ci sono poi i prebiotici e probiotici”, si è visto che con “gli anni la varietà del microbiota intestinale di ognuno di noi tende a ridursi – sottolinea Menghi – quindi possiamo integrare in maniera specifica, in base all’età e allo stile di vita, dei probiotici che sicuramente hanno un’azione immunomodulante fondamentale. Importante anche l’integrazione con micronutrienti come zinco e selenio, dei quali tendiamo a essere carenti, che hanno una comprovata azione antiossidante e immunomodulante. Nella maggior parte dei casi può essere utile fare due cicli (uno in autunno e l’altro in primavera). Questo tipo di terapia va studiata in base allo stile di vita del paziente”.

Infine, il ricorso ai prodotti omeopatici: “In ambito immunologico siamo letteralmente bombardati dai pazienti che ci richiedono terapie il più possibile naturali. Si va dall’omeopatia all’integratore fino alla fitoterapia. Ritengo che ci voglia buon senso. Sicuramente l’omeopatia, grazie al suo meccanismo di azione dolce, può essere in alcuni casi un’arma per aiutare a modulare il nostro sistema immunitario”, conclude.

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