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Ai funerali di Viviana le accuse della sorella: “Su di te luridi pettegolezzi”

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Messina, 13 nov. (Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – “Il tuo amore squarcia il buio di ogni lurido pettegolezzo, Viv, noi ti affidiamo la stella più luminosa di tutte, Gioele. Nelle tue braccia, che lo hanno amato e protetto fino all’ultimo, Gioele continua a vivere correre e sognare”. Denise Parisi, bionda, magra, occhi chiari, parla a fatica. Si ferma. Piange. Ma poi prosegue. E cita il Vangelo secondo Matteo per lanciare il suo anatema: “Guai a voi scribi e farisei, ipocriti che rassomigliate a sepolcri imbiancati, voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità”. Ha aspettato la fine dell’omelia di don Cleto D’Agostino, Denise Parisi, per prendere la parola e ricordare, in chiesa, la sorella Viviana, la deejay trovata morta con il figlio Gioele nell’agosto del 2020. Nei giorni scorsi il gip di Patti Euegnio Aliquò ha archiviato l’inchiesta accogliendo in pieno la richiesta del procuratore Angelo Vittorio Cavallo. Secondo la procura Viviana ha prima ucciso il figlioletto e poi si è gettata dal traliccio sotto il quale è stata trovata, nei boschi di Caronia. La donna, come scrivono sia i pm che il gip, avrebbe sofferto di problemi psichiatrici.

“E’ passato un anno e oggi posso darti il mio ultimo saluto – dice Denise che assomiglia in maniera impressionante alla sorella morta – Non preoccuparti, Viviana, non devi giustificarti di nulla”. E continua: “Il tuo sorriso si apre ancora sul tuo volto e si illumina – dice – la tua musica, la tua passione allieta i nostri cuori. Venite a trovarmi, venite ad abitare i miei sogni, sarò lì per voi”. Poco prima anche la cognata, Mariella Mondello, sorella di Daniele Mondello, il marito di Viviana, aveva preso la parola per ringraziare il volontario che nell’agosto del 2020 trovò nel bosco il corpicino, ormai smembrato, di Gioele. La donna ha sempre detto davanti alle telecamere che Viviana non avrebbe mai torto un capello al figlio. Ma, parlando con le amiche, senza sapere di essere intercettata, aveva sostenuto che avrebbe ucciso il bambino e poi si sarebbe uccisa.

A celebrare l’omelia è stato don Cleto D’Agostino, il parroco di Venetico, piccolo centro del messinese, dove Viviana abitava con la sua famiglia. “Dopo tanta attesa, dopo che le carte hanno detto la loro verità, dopo tanta confusione, cala il sipario ma non è la fine di tutto”, inizia la sua omelia al Duomo di Messina. Poi invita tutti “a non fare polemica”. “Non siamo qui per cercare delle colpe o per ribellarci davanti a questa sofferenza che tocca tutti”, dice il parroco.

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