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Carceri: inchiesta Roma, droga e sim a detenuti Rebibbia nascoste nella pizza

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Roma, 2 nov. (Adnkronos) – Droga e sim card ai detenuti del carcere di Rebibbia arrivavano anche nascosti all’interno della pizza. Era questo l’originale metodo scoperto dai carabinieri della Compagnia Roma Eur e del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria nell’indagine, coordinata dalla Procura di Roma che ha portato a 7 arresti, di cui cinque in carcere e due ai domiciliari.

Gli inquirenti sono riusciti a bloccare tra l’altro una consegna di una pizza “farcita” con 40 pasticche di un oppiaceo e 10 sim card. Durante l’indagine, iniziata a luglio 2019 e proseguita fino allo scorso febbraio, hanno scoperto che un poliziotto della penitenziaria, già sospeso e finito ai domiciliari, si era accordato “ripetutamente” con un detenuto “per l’introduzione all’interno del carcere, a cadenza mensile, di più pacchi contenenti sostanza stupefacente, cellulari e sim card e altri oggetti richiesti di volta in volta dal detenuto – si legge nell’ordinanza – nonché per consentire l’utilizzo di telefoni cellulari all’interno delle celle durante il proprio orario di servizio, ricevendo in cambio, per ogni consegna, 300 euro o altre utilità”.

“Il dipendente della polizia penitenziaria – sottolinea il gip Maddalena Cirpiani – ha mostrato una notevole capacità a delinquere essendosi posto a servizio dei detenuti in totale spregio della divisa indossata”. Come documentato dalle indagini, la richiesta di droga e di schede telefoniche perveniva da alcuni detenuti che si occupavano della successiva rivendita nell’ambito del reparto G8 del carcere romano. E’ emerso inoltre il coinvolgimento dei familiari di alcuni detenuti che per veicolare l’introduzione delle dosi di stupefacente e delle sim card, si servivano tra l’altro dei ‘pacchi colloquio’.

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