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Scuola: Giannelli (presidi), ‘solo contatti in quarantena? Se Asl non fossero già al collasso’

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Roma, 23 set. (Adnkronos) – Caso di positivo in classe? Chi va in quarantena? L’intera classe, il compagno di banco, o gli altri con cui potrebbe avere avuto contatti? Questo è il dilemma. Secondo il presidi l’idea di non mettere l’intera classe in quarantena potrebbe essere “una decisione ragionevole”. Ma più che identificare la riduzione della quarantena al solo compagno di banco del positivo sarebbe più opportuno parlare di “contatti, a cui la Asl può risalire come previsto attraverso un contact tracing approfondito. Tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi non riesce a farlo. Perché le Asl sono già al collasso”. Ne parla con l’Adnkronos Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi che chiarisce: “Le Asl mettono l’intera classe in quarantena perché non hanno personale sufficiente. E’ accaduto l’anno scorso e si sta inesorabilmente replicando il meccanismo”.

Il conto è presto fatto: “In Italia le classi sono 400mila, se solo l’1% avesse ogni giorno un alunno positivo andrebbero in quarantena 4mila classi al giorno. Ed è un numero ottimistico – commenta il presidente dei presidi – Se ipotizziamo il 5% del totale, le classi in quarantena ogni giorno sarebbero ventimila. Si fa presto ad arrivare a 10mila classi in quarantena”. Il quadro è ancora più allarmante, secondo Giannelli guardando a conseguenze ed aggravi sulle famiglie bloccate in casa, considerando che ad essere più colpite sono le fasce d’età sotto i 12 anni, dunque dove nessuno è vaccinato: “le classi in quarantena sono in massima parte quelle di non vaccinati, frequentate da un milione duecento mila bambini. Lì il virus corre, i non vaccinati sono i più esposti”.

Soluzioni? “Servirebbe un presidio sanitario fisso all’interno della scuola o si deve incrementare personale delle Asl per essere in grado di fare un contact tracing approfondito e mandare in quarantena solo un numero limitato di bambini”. Tamponi alla classe del positivo? “Mi piacerebbe fosse la soluzione, ma non credo sia realizzabile”.

(di Roberta Lanzara)

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