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**Mafia: processo Trattativa, per la difesa è ‘una favoletta inventata’/Adnkronos**

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Palermo, 22 set. (Adnkronos) – La trattativa tra Stato e mafia? “Una favoletta inventata” data “in pasto all’opinione pubblica” per “distrarla da storie poco commendevoli”. I difensori degli imputati del processo d’appello arrivato in secondo grado non hanno dubbi nell’immediatezza della sentenza. “Non c’è stata alcuna trattativa” tra pezzi deviati dello Stato e Cosa nostra. Dunque, i generali Mario Mori e Antonio Subranni, il colonnello Giuseppe De Donno, ma anche lex senatore Marcello dell’Utri “sono innocenti” così come l’ex medico fedelissimo di Toto’ Riina, Antonino Cinà e il boss mafioso Leoluca Bagarella. “Marcello Dell’Utri è perfettamente innocente, a suo carico, in termini fattuali, non c’è nulla. Non c’entra nulla. Questo processo è, per molti peculiari aspetti, di portata storica. Mi sono reso conto che si agitano questioni di fondo che superano largamente le posizioni dei singoli imputati, che sono la carne viva su cui il processo opera e agisce”, disse l’avvocato Tullio Padovani durante l’arringa difensiva.

“Questi imputati stanno qui a simboleggiare una vicenda, la posta in gioco è più alta. In questo processo si tocca un punto nevralgico dello stato di diritto. Si tocca un nodo nevralgico”. In primo grado nella sentenza del 20 aprile 2018, la Corte d’Assise presieduta da Alfredo Montalto aveva inflitto anche 28 anni di carcere al boss Leoluca Bagarella, 12 anni agli ex vertici del Ros Mario Mori e Antonio Subranni. Condannato a 12 anni il boss Antonino Cinà, mentre ad 8 l’ex ufficiale del Ros Giuseppe De Donno. Tutti quanti a processo per violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato (reato previsto dall’articolo 338 del Codice penale).

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