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Scuola: Turi (Uil), ‘non accettiamo nota Mi, domani Consiglio nazionale su ritiro firma’ (2)

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(Adnkronos) – “La Uil Scuola, da sempre legata al pensiero illuminista, segue una rotta precisa nel consigliare i propri iscritti. Fidatevi della scienza – ha sottolineato il segretario generale della Uil Scuola – mettete al centro dell’azione sindacale il pensiero di Voltaire: ‘Io combatto la tua idea, ma sono disponibile sino al bene della mia vita perchè tu possa esprimerla liberamente’. Forti di questa visione culturale e liberi da condizionamenti politici e partitici, abbiamo rappresentato le posizioni della categoria nella sua dimensione totale, e non in base alle convenienze”.

“Il sindacato, mentre tutti ci dicono cosa fare, cosa pensare – osserva Turi – dovrebbe schierarsi con i più deboli, il più delle volte schiacciati nelle minoranze, che, in democrazia, vanno considerate e tutelate per mantenere salda la tenuta democratica del paese. Troppo facile difendere i forti contro i deboli. Il sindacato esiste per riequilibrare questa bilancia sempre sbilanciata. La UIL Scuola mette al centro questo principio in ogni sua azione. Il dibattito pubblico registra un fiorire di benpensanti che criticano il sindacato perché, con ogni probabilità, hanno perso il senso della sua natura solidale e tollerante. La realtà indica il crescere del caos nelle scuole. Senza la collaborazione di tutto il personale è difficile che ci sia l’avvio ordinato del nuovo anno scolastico, anche dal punto di vista formale. Siamo al punto che, la nota con cui il ministero interpreta il protocollo, introduce un onere che neanche il decreto prevede: il tampone per i fragili che non possono vaccinarsi. Queste persone sono esentate e vanno tutelate e garantite (misura prevista dal protocollo stesso) e non tamponate. Aumentano le richieste e le preoccupazioni di lavoratori che non sono assolutamente no-vax, ma spaesati e senza punti di riferimento: i lavoratori vaccinati con sputnik che faranno? Abbiamo supplenti che dovranno prendere il posto dei docenti e lavoratori sospesi dal servizio e dallo stipendio a loro volta valutati sul possesso del green pass, come se la scuola fosse un ristorante c’è chi entra e c’è chi esce”.

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