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Borsellino: Mutolo, ‘mi interrogò il 17 luglio, era preoccupato, depistaggi continuano’/Adnkronos (4)

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(Adnkronos) – E Gaspare Mutolo ribadisce che “dentro lo Stato c’erano tre correnti: alcune persone che se la facevano addosso per paura, altri che cercavano di rimediare, e altri che volevano combattere. Io, ringraziando Dio, sono tra quelle persone che avevano intenzione di combattere”. Il collaboratore di giustizia si dice convinto che “ancora oggi continuano i depistaggi sulla strage di via D’Amelio”. “Al centro per cento”, spiega. “Così come la trattativa tra Stato e mafia, prosegue ancora, altro che”. Ma chi depista? “Questa è una domanda maliziosa – dice Mutolo – quelle persone che dopo le stragi avevano interesse a farle, perché la trattativa continua ancora oggi”.

Ci tiene anche a spiegare che la scarcerazione di Giovanni Brusca, dopo 25 anni di carcere, nonostante le decine di omicidi, tra cui quello di Giovanni Falcone e il piccolo Giuseppe Di Matteo, “va accettata”. “Brusca ha fatto una cosa orribile – dice – ha ucciso quel bambino e il giudice più caro a tutti noi. Però, Brusca, ha spezzato un ingranaggio, un sistema. Quello era un periodo in cui i mafiosi erano disposti anche a uccidere i propri figli, i fratelli, la moglie”.

“Ci sono persone che sono entrate in galera a 25 anni e hanno 60 anni, almeno Brusca ha collaborato e ha fatto arrestare persone, mentre ci sono persone che hanno fatto più omicidi di Brusca e la legge li vuole mettere fuori. Questa non è una trattativa?”. Mutolo parla dell’ergastolo ostativo. “Il governo dovrebbe dire: ‘Siete pazzi, queste persone non dovrebbero uscire. Mai”. “A meno che non collaborino – dice – allora sarebbe giusto”. E approfitta per “lanciare n appello ai mafiosi”. “Pentitevi – dice – perché avrebbero tante cose da dire”. Ma chi? “Ad esempio i Madonia, Nino e Salvuccio, personaggi importanti che non hanno mai collaborato. Io li conosco da ragazzi, sanno tutto. Tutto”. E i Graviano? “Più di quello che hanno detto, cosa altro dovrebbero dire? Chi non vuole capire non capisce. Non possono dire di più perché si creerebbero delle antipatie”. Ma da parte di chi? “Non glielo posso dire perché ci sono processi in corso…”. E sulla sua vita dice: “Io ho portato aperto la strada a tutti i collaboratori. La mia vita ormai è dipingere, sono vedovo, l’unico rimpianto che ho che non ho saputo dare quello che meritava mia moglie. E’ stata lei che mi ha guidato e ha illuminato”. (di Elvira Terranova)

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