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Salaffi (UniMarche): ‘Con Primo Registro Nazionale conosciamo meglio la fibromialgia

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Roma, 17 mag. (Adnkronos Salute) – È la terza malattia reumatologica più diffusa in Italia, rappresenta il 12-20% delle diagnosi formulate in ambulatorio, colpisce circa 2 milioni di italiani (il 2,2% della popolazione generale), soprattutto le donne in età lavorativa, ma solo una persona su tre sa cosa sia la fibromialgia. Della patologia non si conoscono le cause, inoltre non esistono terapie che possano agire efficacemente sui sintomi, primo fra tutti il dolore cronico diffuso che dura da almeno 3 mesi. Ma la ricerca non si arrende, anzi. Ed è per questo motivo che la Società italiana di Reumatologia (Sir), con il patrocinio e la partnership scientifica ed istituzionale del ministero della Salute, nel 2019 ha deciso di istituire il primo registro nazionale sulla fibromialgia.

“Quello sulla fibromialgia rappresenta uno dei primi registri relativo alle malattie da dolore cronico in Europa e nel mondo -afferma Fausto Salaffi, professore associato di Reumatologia all’Università Politecnica delle Marche e responsabile nazionale del Registro fibromialgia -. Si tratta di un progetto strategico, che consente una raccolta osservazionale e prospettica dei dati clinici e clinimetrici dei pazienti fibromialgici su tutto il territorio nazionale. Il progetto ha l’obiettivo di realizzare uno strumento che consenta di fare ricerca nel campo della fibromialgia e favorisca lo sviluppo della medicina di precisione in questo ambito”.

“Grazie al registro – aggiunge Salaffi – è oggi possibile definire la prevalenza della malattia, misurare il grado di severità, migliorare la conoscenza della storia naturale della malattia, definire l’intervallo di tempo tra l’esordio dei sintomi e la diagnosi, monitorare ed aggiornare il percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale (Pdta) e valutare gli esiti e l’impatto socio/economico. Con il registro vengono analizzati gli aspetti peculiari della malattia e l’impatto che il dolore e tutti gli altri sintomi hanno sulla vita dei pazienti e a fare ricerca per migliorare l’approccio terapeutico che, non lo dimentichiamo, è un multimodale: non esiste un farmaco specifico né una strategia terapeutica specifica per questa patologia estremamente frequente, complessa dal punto di vista clinico ma anche fortemente disabilitante”.

Per la prima volta “il paziente è al centro per un nuovo, ambizioso e complesso progetto – sottolinea Salaffi, che è autore e/o coautore di oltre 70 lavori scientifici sulla Sindrome fibromialgica – che vede la partecipazione attiva di 42 Centri di Reumatologia in Italia. Questa iniziativa ha consentito di ottenere quella che è, ad oggi, la più ampia casistica europea di pazienti affetti da fibromialgia. I dati epidemiologici e clinici ottenuti potranno ampliare la conoscenza della malattia, nella speranza di migliorarne il percorso diagnostico/terapeutico e favorire un approccio alle terapie personalizzate”.

La raccolta dei dati avviene tramite una piattaforma online, che nel rispetto dei più alti standard di sicurezza e di gestione operativa etico-legale, consente di inserire le principali caratteristiche anagrafiche, le informazioni cliniche relative alla qualità di vita ed al regime terapeutico dei pazienti. Tali dati vengono raccolti ordinatamente e mantenuti costantemente aggiornati. “La piattaforma – conclude Salaffi – è stata progettata e realizzata per consentirne un utilizzo esclusivamente in “rete”, attraverso un collegamento sicuro ad internet (la disponibilità di un accesso internet è demandata ai Centri aderenti al Registro fruitori della applicazione) tramite dominio dedicato, dal quale i servizi del Registro sono accessibili agli utenti, preventivamente autorizzati da SIR, tramite la presentazione di apposite credenziali rilasciate dagli amministratori della piattaforma”.

Sull’istituzione del Registro sulla fibromialgia e sulla definizione dei livelli di severità della malattia, Salaffi è tra gli autori delle pubblicazioni “The Italian Fibromyalgia Registry: a new way of using routine real-world data concerning patient-reported disease status in healthcare research and clinical practice” (Clinical and Experimental Rheumatology) e Definition of fibromyalgia severity: findings from a cross-sectional survey of 2339 Italian patients” (Rheumatology – Oxford).

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