Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Microalghe, il tesoro biologico del futuro: cosa sono e perché 260 esperti da 46 Paesi le studiano-Tsunami, il cane soccorritore del terremoto in Venezuela: dall'abbandono agli eroi delle macerie-Sapone di Marsiglia sulle piante: come usarlo davvero contro i parassiti (guida pratica)-Kefir e kimchi: cosa sono, cosa dice davvero la scienza e come prepararli in casa-Pannelli solari a pioggia: cosa c'è di vero nella scoperta di Siviglia?-Una rete killer da 200 kg alle Tremiti: cosa sono le reti fantasma e perché sono pericolose-Il Ministro Urso convoca le Compagnie: petrolio -24%, benzina -6%, e ora?-Quali ortaggi idratano la pelle? acqua, nutrienti e cosa dice la scienza-Bollette della luce in aumento del 4,6% dal 1° luglio 2026: chi riguarda, perché e cosa fare-Cosa c'è nel gelato che mangi oggi: ingredienti, additivi, aria (come scegliere quello buono)-Prezzi del vino 2026: perché in Italia scendono mentre i dazi pesano ancora sui produttori?-Liquid Nano Clay: come funziona l'argilla liquida che promette di far rifiorire il deserto-Bandiere Blu 2026: tutte le 257 località premiate e cosa garantisce davvero il riconoscimento-Pulire facciate degli edifici con un drone: come funziona, quanto costa e perché è più sostenibile-ISTAT e Euromonitor: 5,8 milioni rinunciano a curarsi mentre il wellness è in boom-Se il termometro diventa una pillola: il sensore ingeribile del MIT che misura la febbre dall'interno-Ecobonus auto elettrica: cosa sapere prima della scadenza del 30 giugno 2026-Foreste in Italia 2026: i boschi dove trovare il fresco (e come visitarli in totale sicurezza)-Friggitrice ad aria d'estate: 7 ricette veloci e leggere (lascia il forno spento)-Antartide, il ghiaccio cresce o si scioglie? Dipende

Mafia: legale Bagarella, ‘processo trattativa va annullato, no patto tra Riina e Mori’/Adnkronos

Condividi questo articolo:

Palermo, 14 giu. (Adnkronos) – “Questo processo, che negli anni ha assunto una valenza politica eccessiva, va annullato, va fermato, perché andava celebrato a Caltanissetta e non a Palermo. E’ un processo che va fermato”. A dirlo, in aula, nel corso dell’arringa difensiva al processo d’appello sulla trattativa tra Stato e mafia è stato l’avvocato Luca Cianferoni, che difende il boss mafioso Leoluca Bagarella. In passato Cianferoni ha assistito anche il boss Totò Riina, fino alla sua morte. In primo grado il boss Leoluca Bagarella fu condannato a 28 anni di carcere, a 12 anni gli ex ufficiali del Ros Mario Mori e Antonio Subranni, l’ex senatore di Fi Marcello Dell’Utri e l’ex medico fedelissimo di Totò Riina, Antonino Cinà. Otto anni la pena inflitta all’ex capitano del Ros Giuseppe De Donno. La Corte, in primo grado, aveva inoltre dichiarato il non doversi procedere nei confronti del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca, anche lui accusato di minaccia a corpo politico dello Stato per intervenuta prescrizione visto il riconoscimento delle attenuanti previste per i collaboratori di giustizia. Anche Massimo Ciancimino era stato condannato a 8 anni per calunnia e concorso esterno ma poi, nel secondo grado, la sua posizione è stata stralciata perché il reato è andato prescritto.

In oltre quattro ore di arringa Cianferoni ha parlato dallo sbarco degli americani fino alla morte di Mino Pecorelli, da Ali Agca a Fantozzi. E alla fine ha chiesto l’assoluzione per Leoluca Bagarella perché “il fatto non sussiste”, in alternativa “il ne bis in idem” o in alternativa ancora l’annullamento del processo “che si sarebbe dovuto celebrare a Caltanissetta”. Parlando della trattativa tra Stato e mafia, Cianferoni arriva a citare il ragionier Fantozzi e la corazzata Potemkin. “A mio avviso – dice – parlando della ipotesi della trattativa mi viene da citare Paolo Villaggio quando commenta la corazzata Potemkin, disse ‘Questa è una cag..a pazzesca’. Rivolgendosi ai giudici della Corte d’assiste d’appello dice: “Conosco e stimo i giudici togati, obiettivi e professionisti”. Poi ribadisce che Bagarella andrebbe assolto oppure andrebbe dichiarato il ne bis in idem, che viene usato quando si è già stati condannati per lo stesso reato perché, a suo dire, “è stato già condannato per Capaci e per le stragi in continente”.

I commenti sono chiusi.