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Covid: primi reparti chiusi e riconvertiti, prove di normalità in ospedali milanesi (2)

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(Adnkronos) – Al Niguarda, invece, sono varie le ipotesi in ballo; tutto dipende dell’andamento dei numeri: “Da ottobre 2020 -ricordano dall’ospedale- abbiamo convertito a reparti Covid circa 10 reparti di cui 3 terapie intensive e altre 7 degenze ordinarie. Nel picco di questa seconda/terza ondata abbiamo avuto circa 350-380 pazienti”. Poi, “da fine aprile, è iniziata la riconversione”, visto che i numeri erano in calo e “ora abbiamo soltanto un reparto Covid di terapia intensiva attivo e uno di degenza ordinaria, per un totale di circa 24 pazienti”. Di questi pazienti, “10 sono in terapia intensiva, gli altri in degenza ordinaria”.

Sulla possibilità di chiudere o riconvertire i reparti, “per la degenza ordinaria, stiamo utilizzando il reparto di malattie infettive, che ha 29 posti letto tutti isolati singolarmente, e quindi riesce a gestire contemporaneamente sia pazienti Covid che pazienti affetti da altri tipi di malattie”. Vale a dire che “in questo caso non abbiamo e non avremo mai la necessità di chiudere”. Quanto alla terapia intensiva, invece, “la struttura non ci consente una gestione mista, quindi ci sono varie ipotesi”. Tutte “dipendono dall’epidemiologia”. Il fatto è che “il reparto è stato realizzato ex novo”, dunque “se decideremo di chiuderlo, non verrà riconvertito”. Del resto, “non va a togliere posti letto”, però continua ad “impegnare risorse umane” e dunque “se riusciremo a chiuderlo, avremo professionisti che potranno rientrare nei loro reparti”. In ogni caso, “l’obiettivo non dipende da noi”. Si attende, cioè, di capire come sarà la situazione a luglio: “Se non ci saranno pazienti, potremo pensare di chiuderlo, ma finché ce ne sarà anche uno soltanto, il reparto resterà aperto”.

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