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**Saman: ragazza pakistana, ‘come lei costretta a sposarmi ma poi ho divorziato’/Adnkronos**

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Palermo, 8 giu. (Adnkronos) – “Anche io, come volevano fare con Saman, sono stata costretta dai miei genitori a sposarmi in Pakistan, con un cugino che non avevo mai visto, che era molto più grande di me. Avevo venti anni. E lui trenta. Dopo il matrimonio rimasi a vivere in Pakistan, ma dovetti tornare in Italia perché mio padre ebbe un brutto incidente. E lui mi raggiunse a Brescia. E’ stato un inferno. Venivo picchiata e maltrattata da mio marito. Finalmente due anni fa ho chiesto il divorzio. Anche se lui ancora si fa trovare qualche volta sotto casa…”. Tania è una ragazza pakistana di 25 anni arrivata in Italia quando aveva appena 4 anni. Parla benissimo l’Italiano e veste all’occidentale. La storia di Saman l’ha molto colpita. Perché le ricorda il suo passato. Anche se Tania, dopo qualche anno, è riuscita a liberarsi e adesso è una donna libera. “Ma è stata dura, molto dura”, racconta in una intervista esclusiva all’Adnkronos.

“Quando ero piccola, i miei genitori, soprattutto mia mamma – ricorda – decise che mi sarei dovuta sposare con un cugino che viveva in un villaggio in Pakistan. Io non volevo andare nel mio paese. E per un periodo riuiscii a non partire. Poi, però, con un inganno i miei genitori mi convinsero ad andare in Pakistan perché dovevo mettermi l’apparecchio ai denti e in Italia era troppo caro, così mi dissero che in Pakistan avremmo pagato molto meno. Io, ignara delle reali intenzioni, partii per il mio villaggio. Ma qui trovai la brutta sorpresa”. Era il 2017. “Venne a trovarmi mia zia e cominciò a farmi tanti complimenti e così organizzarono il mio matrimonio- racconta – Mio padre non poteva tirarsi indietro perché per la mia famiglia era un questione d’onore. Quindi, senza dirmi nulla, un giorno venne a casa mia lo sposo con la madre e un imam. Così mi sono ritrovata sposata in pochi minuti”.

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